L’India invia aiuti allo Sri Lanka in ottica anti-Pcc

L’India corre in aiuto per ridurre la forte dipendenza dello Sri Lanka nei confronti della Cina.

Il Paese di Gandhi ha concesso prestiti e inviato fertilizzanti. E sta cercando di creare, sempre sul fronte della guerra politica, una situazione in cui lo Sri Lanka non sia così dipendente dalla Cina, secondo quanto ha dichiarato Cleo Paskal, collaboratore del programma Asia-Pacifico presso la Chatham House di Londra, durante un’intervista per NTD News.

La crisi dello Sri Lanka

Ad agosto i dati hanno rivelano che lo Sri Lanka ha un debito bilaterale di 10 miliardi di dollari, di cui il 44% con la Cina, il 32% con il Giappone mentre il 10% con l’India, secondo il Ministero delle Finanze dello Sri Lanka.

L’India è emersa come un’ancora di salvezza fornendo circa 4 miliardi di dollari in linee di credito e scambi per tenere a galla l’economia di quest’anno del Paese.

Inoltre, in questi nove mesi l’India ha fornito almeno 60 mila tonnellate di fertilizzanti per un totale di circa 4 miliardi di dollari.

Per quanto riguarda l’attracco della nave spia cinese nel porto di Hambantota, in Sri Lanka, l’India è contraria in quanto crede che stiano «cercando di creare un precedente. È come una sorta di effetto pre-deterrenza», secondo Paskal.

«Questo fa parte del tentativo di rendere la Cina meno forte con i Paesi dell’Oceano Indiano e di respingere alcuni di questi tentativi», ha dichiarato.

Nel dicembre 2017, il governo dello Sri Lanka ha affittato alla Cina, per 99 anni, il porto meridionale di Hambantota, caratterizzato da acque profonde, al fine di saldare i prestiti dovuti di 1,4 miliardi di dollari, ma l’India ha temuto che il Pcc potesse utilizzare il porto strategico come base militare.

Hambantota è essenziale per il Pcc se vuole conquistare l’Oceano Indiano. «E la questione della nave spia fa parte di questa iniziativa di deterrenza», ha dichiarato Paskal.

Tensione Cina-India

L’India sta intensificando le sue misure di protezione per allontanare il Pcc, ha sottolineato Paskal.

«Stanno rafforzando le loro forze armate, stanno creando dei teatri di comando, che è una cosa nuova, e stanno cambiando il loro reclutamento. Sono molto preoccupati e si stanno preparando per la battaglia», ha dichiarato.

«Stanno portando le aziende tecnologiche cinesi in tribunale con l’accusa di riciclaggio di denaro e stanno facendo esercitazioni militari con il Vietnam per la prima volta», ha aggiunto.

I giganti cinesi degli smartphone, tra cui Xiaomi, Vivo e Guangdong Oppo Mobile Telecommunications, sono stati accusati di aver violato la legge in India.

Ad aprile, le autorità indiane hanno sequestrato 725 milioni di dollari a Xiaomi, accusandola di aver violato le leggi sui cambi del Paese effettuando rimesse illegali all’estero. Nel frattempo, sia Vivo che Oppo hanno dovuto affrontare accuse di frode doganale.

All’inizio di agosto, le forze armate di India e Vietnam hanno condotto un’esercitazione militare di quasi tre settimane a Chandimandir, nell’Haryana.

Isole Salomone

Il patto di sicurezza che il governo delle Isole Salomone ha firmato con il Pcc in aprile consentirà lo stazionamento di truppe, armi, polizia e navi militari nel Paese, secondo quanto sostiene Paskal.

Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda temono che l’accordo possa aprire le porte a una base navale cinese nel Pacifico meridionale. Questa tesi è stata ripetutamente respinta dal primo ministro delle isole, Manasseh Sogavare.

Tuttavia, anche senza la nascita di una base militare, il Pcc può ancora aumentare la sua presenza sulle isole, ha avvertito Paskal.

«Stanno usando un linguaggio molto simile a quello per la pandemia e in risposta ai disastri, dicendo: “Sai, metteremo qui delle cose nel caso ci sia un tifone, un uragano o altro”».

«Questo non è solo un doppio uso, ma anche un’applicazione militare».

«Utilizzano la flotta peschereccia… Stanno cercando di darsi alla pesca di più nella regione, cosa che permetterà loro di avere la capacità di sciamare», ha dichiarato Paskal.

A suo avviso, gli Stati Uniti devono unirsi ad altri alleati per contrastare la minaccia cinese nella regione.

«Una delle soluzioni migliori è di creare un progetto Quad (un’alleanza tra Stati Uniti, Giappone, Australia e India), in cui ognuno dei quattro possa apportare i propri elementi», sostiene Paskal.

«Se ciò non avverrà molto rapidamente, sarà molto, molto più difficile ritirarsi e liberare l’area… liberarla dal controllo della guerra politica a cui stiamo assistendo», ha concluso.

Articolo in inglese: India Is Helping Sri Lanka Lessen Dependence on China: Expert

 
 
 

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