L’internet cinese festeggia i dazi di Trump

Di Jennifer Zeng

Due tweet pubblicati da Donald Trump in merito all’aumento dei dazi hanno fatto tremare le borse cinesi, e la stampa si è domandata se le negoziazioni commerciali con la Cina proseguiranno o meno.

Sebbene la stampa ufficiale del regime non abbia dato spazio alla decisione di Trump di rincarare i dazi, gli utenti del web cinese stanno celebrando la notizia, e molti hanno persino soprannominato Trump il ‘grande salvatore’ del popolo cinese.

La mattina del 5 maggio, il presidente americano ha scritto in un messaggio su Twitter che il 10 maggio aumenterà i dazi dal 10 al 25 percento su 200 miliardi di dollari di merci cinesi, mentre «prossimamente» tasserà 325 miliardi di dollari in merci cinesi che attualmente non sono tassate.

In un secondo tweet, Trump ha dichiarato: «Le trattative commerciali con la Cina continuano, ma troppo lentamente, siccome tentano di rinegoziare. No!».

Il comunicato di Trump ha apparentemente colto alla sprovvista i funzionari cinesi, che speravano venisse raggiunto un accordo a breve.

Il crollo dei mercati

Sebbene la stampa ufficiale del regime non abbia diramato la notizia, le borse hanno reagito visibilmente già il 6 maggio: lo Shanghai Composite index ha chiuso la giornata in ribasso del 5,6 percento, il risultato peggiore dopo il crollo del 6,4 percento registrato a febbraio del 2016.

Lo Shenzhen Composite index è calato addirittura del 7,4 percento, che rappresenta anche in questo caso il peggior risultato da febbraio 2016. L’indice Hang Seng di Hong Kong è invece sceso del 2,8 percento. Il totale delle perdite subite dalle borse di Shanghai e Shenzhen è ammontato a 2 mila 800 miliardi di yuan (420 miliardi di dollari), con una fuga netta di capitale straniero pari a 8 miliardi e 190 milioni di yuan (1 miliardo e 220 milioni di dollari).

Il valore di oltre mille titoli azionari è crollato del 10 percento, che rappresenta anche il punto in cui il trading viene bloccato automaticamente.

Poco prima dell’apertura di Shanghai, la banca centrale della Cina ha tentato di stimolare l’economia abbassando il tasso di riserva frazionaria per circa mille banche commerciali rurali, il che renderà più semplice per le piccole e piccolissime imprese ottenere prestiti. In pratica significa rendere disponibili al prestito circa 280 miliardi di yuan (41 miliardi e 570 milioni di dollari).

Il silenzio della stampa, la reazione della rete

Secondo l’analista dell’economia e della politica cinese Qin Peng, in seguito agli inattesi tweet di Trump, i primi due dipartimenti cinesi a reagire sono stati il Ministero della Propaganda e la Commissione Centrale di Internet, che hanno inviato dei comunicati di emergenza nel cuore della notte, ora di Pechino, che proibivano di discutere, sulla stampa e sui social network, del rincaro dei dazi.

Questo è il motivo per cui all’interno della Cina, non c’è stata praticamente alcuna discussione sull’ultima novità della ‘guerra commerciale’, e alcuni hanno fatto speculazioni azzardate sul perché la banca centrale abbia deciso improvvisamente di abbassare il tasso di riserva frazionaria.

Ma gli utenti più esperti – che sanno come ‘saltare il grande firewall’ che censura l’internet cinese – sono riusciti a informarsi liberamente tramite Twitter e Facebook, che altrimenti sono oscurati in Cina continentale. Molti degli utenti cinesi presenti su queste piattaforme hanno ‘festeggiato’ e lodato la decisione di Trump.

Un post su Twitter dell’utente ‘Swedenhermit’, afferma: «Dopo che Trump ha pubblicato il suo tweet sul rincaro dei dazi (sulle merci cinesi), gli utenti cinesi su Twitter stanno tutti festeggiando e lodandolo. Anche io spero sinceramente che le trattative vadano a monte e che i dazi vengano aumentati (come annunciato da Trump). Spero inoltre che verranno imposti ulteriori dazi su tutte le merci ancora prive di tasse. In questo modo il Partito Comunista Cinese rimarrà presto senza soldi. Anche se queste cose dovessero veramente accadere, vorrei comunque dire una cosa su Trump: da un punto di vista tattico è molto intelligente; ma da un punto di vista strategico non è così grande come le persone pensano. È un presidente da ‘America First’. Tutti i suoi attacchi sono finalizzati alla difesa. Ad ogni modo, finché persevererà, per me è abbastanza!».

Altri utenti cinesi hanno postato meme su Trump su Facebook.

Uno dei meme è stato creato ritoccando una famosa immagine di propaganda che ritraeva Mao Zedong come ‘grande salvatore’ del popolo cinese. La foto di Mao è stata rimpiazzata con quella di Trump, accompagnata dallo slogan cinese «Trump è il grande salvatore del popolo cinese». Guardando meglio si può anche scorgere nell’immagine una tipica ‘contadina rivoluzionaria’ che tiene tra le mani un cartello con su scritto ‘Amiamo Trump’.

Un altro meme ritrae Trump nella Casa Bianca mentre firma con fierezza un foglio con su scritto «sono stato io a far crollare le borse cinesi», mentre il leader cinese Xi Jinping guarda la scena impotente e smarrito.

Analisi

Secondo Cao Ji, un ex professore dell’università di Shanghai che attualmente vive a Taiwan, Trump ha deciso improvvisamente di accelerare la guerra commerciale per le seguenti ragioni:

1. Le quotazioni delle borse statunitensi sono salite troppo, per questo è necessario un riassestamento così che la Fed decida di tagliare i tassi e ricominciare con il quantitative easing a giugno.

2. Gli Stati Uniti presenteranno a breve un piano infrastrutturale dal valore di 2 mila miliardi di dollari. Accelerando la guerra commerciale con la Cina, Trump può efficacemente impedire al Pcc di partecipare a questo progetto.

3. Attanagliato dalle difficoltà causate dall’epidemia di peste suina africana e dalla stagnazione economica, il Pcc è ora propenso a fare concessioni per prevenire un ulteriore aumento dell’inflazione.

4. Il Pcc è impaziente di fare pace con gli Stati Uniti per impedire che i capitali stranieri fuggano dalla Cina.

Qin Peng ha dichiarato di condividere la visione di Cao Ji e ha aggiunto che il Pcc non ha alcun modo per difendersi.

Durante un recente evento a Washington, il senatore repubblicano Scott Perry ha detto di ritenere che Trump dovrebbe andare oltre il commercio stesso: «Plaudo a questo presidente. Come ho detto, ha fatto più di chiunque altro nella storia moderna per quanto riguarda la Cina. Tuttavia, dobbiamo anche prestare particolare attenzione alle tempistiche del presidente […] Ci aspettiamo dei risultati immediati. Non possiamo sempre aspettare per questo accordo commerciale».

Perry ha dichiarato che per via della mentalità del Pcc, riassumibile con l’espressione «tu potrai anche avere l’orologio, ma noi abbiamo il tempo», gli Stati Uniti devono adottare il prima possibile delle azioni molto concrete e significative per forzare la Cina a comportarsi bene.

 

Articolo in inglese: Chinese Regime Shocked by Tariff Increases; Chinese Netizens Celebrate

 
 
 

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