Lo scandalo e i veri motivi dietro l’educazione sessuale Lgbt a scuola

Di Alex Newman

La sessualizzazione estrema e l’indottrinamento Lgbtq-plus dei bambini di età sempre più giovane nelle scuole pubbliche, sono ormai onnipresenti a livello nazionale negli Usa e fanno parte di un’agenda molto più ampia che va ben oltre il semplice incoraggiare la confusione e la promiscuità fine a se stessa.

Il vero obiettivo è in definitiva quello di distruggere la famiglia tradizionale come fondamento della civiltà, spiegano alcuni esperti. E infatti, come avevano intuito Karl Marx e innumerevoli altri totalitaristi, lo Stato interverrà per riempire il vuoto lasciato dall’unità familiare. In breve, quindi, l’educazione sessuale mira a minare i fondamenti stessi della società.

Del resto, in un passato non troppo lontano, la cosiddetta educazione sessuale per i bambini piccoli e la normalizzazione della confusione di genere nelle scuole statali, finanziate dalle tasse, sarebbero state impensabili e persino considerate criminali.

Oggi, le forme più estreme di educazione sessuale immaginabili, tra cui l’incoraggiare i bambini piccoli a praticare o richiedere la fornicazione, la sodomia, il sesso di gruppo, gli aborti e persino gli interventi chirurgici di «cambio di sesso», sono una realtà negli Stati Uniti e non solo.

Se non fosse che la legge statale sulle oscenità negli Usa prevede delle eccezioni per i dipendenti della scuola, sarebbe letteralmente un crimine mostrare ai bambini gran parte del materiale utilizzato nelle aule di tutto il Paese con il pretesto dell’«educazione sessuale».

Ma il peggio deve ancora venire. Se questo ben finanziato colosso dell’educazione sessuale avrà successo, la sessualizzazione dei bambini nelle scuole, mascherata da «sanità» e «educazione sessuale completa» abbatterà quelle ultime restrizioni al controllo incontrollato del governo sull’individuo.

Libertà, famiglia e civiltà sono tutte nel mirino ora. La posta in gioco non potrebbe essere più alta.

Cosa succede nelle scuole

Praticamente tutti i programmi di studio utilizzati per insegnare il sesso ai bambini sono profondamente problematici per chiunque abbia un briciolo di decenza, pudore o buon senso.

In molti Stati e distretti, la sessualizzazione inizia già all’asilo, con i bambini che vengono introdotti all’omosessualità, alla fluidità di genere, alla genitorialità omosessuale, all’«anatomia» che include immagini evidenti dei genitali e altro ancora. E spesso il materiale sulla sessualizzazione e Lgbt è imposto dalla legge statale.

Una delle risorse più utilizzate nelle scuole pubbliche in tutta l’America, che è stata approvata da funzionari statali e locali a livello nazionale come «conforme» ai mandati statali, è nota come «Diritti, rispetto, responsabilità» (in inglese chiamato anche le ‘3R’, rights, respect, responsibility).

Creato dai rivoluzionari sessuali di Advocates for Youth, partner del gigante dell’aborto Planned Parenthood (finanziato dalle tasse), il programma ha sconvolto i genitori di tutto lo spettro politico, per una buona ragione.

A partire dall’asilo o dalla prima e seconda elementare, i bambini imparano (pdf) che le ragazze possono avere genitali maschili e viceversa. Questa affermazione palesemente fraudolenta viene enfatizzata più e più volte durante i primi anni d’infanzia del bambino, causando una diffusa confusione tra i giovani impressionabili.

Quando diventano adolescenti, il programma insegna loro la «pansessualità»: l’attrazione per le persone di qualsiasi genere o identificazione di genere.

Nella scuola elementare, i bambini vengono esposti a immagini oscene che sono state ampiamente condannate come pornografiche, compresi i «fumetti» in libri come It’s Perfectly Normal. Il libro presenta vignette raffiguranti bambini nudi, rapporti sessuali, bambini che si masturbano e altro ancora.

In base alle 3R, quando i bambini hanno circa 11 anni, viene loro insegnato come cercare informazioni sul sesso su internet. Ai bambini viene costantemente insegnato a fare affidamento su Planned Parenthood anche per informazioni e «servizi».

E prima di diventare adolescenti imparano a «fare cambiamenti nel mondo» con il «sostegno Lgbt».

Verso i 12 anni, si inizia a parlare loro di aborto come «opzione» per affrontare le gravidanze indesiderate. E all’età di 13 anni, prima che raggiungano l’età legale del consenso, ai bambini viene insegnato come ottenere varie forme di contraccezione e controllo delle nascite.

Confusione di genere

In tutto il curriculum, che è allineato con i National Sex Education Standards (pdf) sviluppati da Advocates for Youth e altri sostenitori della sessualizzazione dei bambini, i giovani sono portati a credere di poter scegliere il proprio genere e che potrebbero essere nati nel corpo sbagliato.

Peggio ancora, viene loro insegnato come agire su di esso, mettendoli a rischio di cercare pericolosi «trattamenti» ormonali e chirurgici con conseguenze per tutta la vita. Gli studi, del resto, dimostrano che la maggior parte dei bambini confusi sul proprio genere, finisce per dipanare questa confusione in età adulta.

Questo indottrinamento avviene nonostante il fatto che l’American College of Pediatricians (pdf) sostenga che il  cercare di convincere i bambini che una vita di impersonificazione chimica e chirurgica del sesso opposto sia normale o sana, costituisce «abuso di minori».

Un’altra risorsa frequentemente utilizzata è «Teaching Tolerance» (ora noto come «Learning for Justice») creato dal Southern Poverty Law Center (Splc) di estrema sinistra.

Come parte della promozione della «tolleranza» verso i bambini, l’Splc raccomanda il libro molto controverso 10.000 vestiti di Marcus Ewert per gli studenti della scuola materna fino alla seconda elementare. Tra le altre lezioni, il libro insegna ai bambini, in genere di età compresa tra 5 e 8 anni, a ignorare i genitori e a impersonare il sesso opposto se sentono di essere nati nel corpo «sbagliato».

Numerose burocrazie e funzionari dell’istruzione statale hanno approvato il programma estremo Splc nonostante le obiezioni dei genitori.

A peggiorare le cose, a volte anche quei funzionari seguono questi programmi nel concreto. Dalla California alla Florida, i distretti scolastici utilizzano i «Piani di transizione di genere» per aiutare gli studenti a iniziare la «transizione» verso un nuovo genere, anche senza il consenso dei genitori.

Gli sforzi della scuola pubblica per confondere i bambini hanno avuto un tale successo che uno studio Ucla del 2017 ha rilevato che più di un bambino su quattro della California di età compresa tra 12 e 17 anni si descrive ora «di genere non conforme».

Anche nello Utah ultra-conservatore, i dati sulle prescrizioni statali mostrano che il numero di ragazze minorenni sottoposte a processi di «transizione di genere» è aumentato di circa il 10 mila percento dal 2015 al 2020.

Bugie pericolose e propaganda

I creatori del programma 3R affermano (al fine di rientrare nella legge statale) che lo stesso è «accurato dal punto di vista medico», ma questo è oggettivamente falso.

Su un foglio di lavoro per alunni di seconda media che pretende di delineare i rischi di vari atti sessuali, ad esempio, ai bambini di 11 e 12 anni viene insegnato che «il sesso anale usando correttamente un preservativo» è un’attività «a basso rischio».

In realtà, i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) statunitensi hanno scoperto che i preservativi sono solo efficaci dal 60 al 70 percento nella prevenzione dell’Hiv anche con un uso perfetto e coerente. E la Food and Drug Administration non ha mai approvato i preservativi per il sesso anale.

In altre parole, i bambini che credono alle bugie sull’educazione sessuale insegnate nelle scuole statali, corrono un serio rischio di essere infettati da malattie mortali sessualmente trasmissibili.

Allo stesso modo, si prenda in considerazione l’opuscolo «Healthy, Happy and Hot» di Planned Parenthood (pdf), che dice ai giovani affetti da Hiv che non devono informare i loro partner della loro infezione. In effetti, il documento afferma persino che le leggi che richiedono di informare il partner della propria condizione «violano i diritti delle persone che vivono con l’Hiv».

Un altro documento di educazione sessuale di Planned Parenthood (pdf) raccomanda di insegnare ai bambini di età pari o inferiore a 10 anni che l’«attività sessuale» può essere parte del «lavoro sessuale commerciale» e che hanno il «diritto» di «decidere quando fare sesso».

Lo stesso toolkit incoraggia a insegnare ai bambini sotto i 10 anni l’omosessualità, la masturbazione, la fluidità di genere e altro ancora. Insegna anche loro che hanno il «diritto» di abortire il loro bambino non ancora nato.

Planned Parenthood, finanziato dal contribuente americano, è uno dei maggiori venditori ambulanti al mondo di risorse per l’educazione sessuale. I suoi materiali sono utilizzati e promossi nelle scuole statali di tutto il mondo.

Incredibilmente, nonostante il gruppo parli spesso di libertà di «scelta», l’attivista per i diritti delle donne Reggie Littlejohn ha ripetutamente denunciato la correlazione tra l’azione di Planned Parenthood e la pratica degli aborti forzati e altre angherie e sistemi di controllo sulla popolazione del Partito Comunista Cinese.

Gli ultimi tabù

La pervasiva sessualizzazione dei bambini nelle scuole pubbliche sta ora spingendo i confini contro uno degli ultimi tabù: la pedofilia, la pederastia e in ogni caso il sesso adulto con i bambini.

In base ai programmi obbligatori Lgbt per le scuole della California, si è scoperto che il distretto scolastico unificato di Brea Olinda (Bousd) includeva come parte dell’insegnamento della storia Lgbt ai bambini la propensione degli uomini dell’antica Grecia ad avere rapporti sessuali con ragazzi, cosa che, in base alla legge di ogni Stato degli Stati Uniti (e non solo) verrebbe considerata stupro su minori.

Di fronte a una madre indignata (Stephanie Yates di Informed Parents of California), l’assistente sovrintendente dei curricula della Bousd Kerrie Torres ha affermato che ai bambini veniva insegnato «perché stiamo parlando di prospettive storiche di come le relazioni di genere e i diversi tipi di orientamenti sessuali sono esistiti nella storia».

La signora Yates, la mamma, sembrava incredula: «Quindi il sesso tra un uomo e un ragazzo è un orientamento sessuale?», le ha chiesto.

L’assistente sovrintendente ha mantenuto la sua posizione: «È qualcosa che è successo nella storia, quindi è davvero importante per noi includerlo».

Nonostante ci fosse un video dello scambio, frenetici «fact-checker» hanno cercato senza successo di sedare l’indignazione, difendendo bizzarramente le lezioni.

Ma la verità è sotto gli occhi di tutti. Sempre più spesso le scuole pubbliche stanno lavorando per normalizzare i rapporti sessuali tra adulti e bambini.

Il messaggio di 12 anni di sessualizzazione e indottrinamento a scuola, essenzialmente in tutti i principali programmi di educazione sessuale, è semplice: se c’è «consenso» tra le parti, nient’altro conta, tutto va bene e non ci sono regole quando si tratta di sesso.

Questa visione contrasta con gli insegnamenti di tutte le principali religioni e civiltà del mondo da migliaia di anni. In effetti, è praticamente senza precedenti nella storia umana, con la possibile eccezione di ciò che la Bibbia registra a Sodoma e Gomorra.

Al di là della «Sex Ed»: l’intersezione con la teoria critica della razza

Anche al di fuori delle classi di educazione sessuale, dalle quali in alcuni Stati i genitori possono escludere i propri figli, l’estrema sessualizzazione e perversione ha raggiunto livelli epidemici.

Ad esempio, nelle lezioni di inglese in America, ai bambini viene detto di leggere «libri» abominevoli che presentano descrizioni estremamente esplicite di atti sessuali e violenza sessuale.

Un esercizio con infinite variazioni che è stato distribuito nelle scuole statali a livello nazionale porta i bambini «decostruire» le loro identità ed esaminare il loro «potere e privilegio» in base alla loro razza, genere e identità sessuale.

Come parte dello schema, ai bambini viene insegnato che essere «cisgender» (che significa eterosessuali) dà loro potere e privilegi, oltre ad essere bianchi, mentre essere transgender o omosessuali li rende oppressi.

In un tale esercizio imposto alle vittime della scuola governativa di 7 e 8 anni nella Silicon Valley, ai bambini è stato offerto un esempio per portare a casa il punto: «Un uomo bianco, cisgender, abile, eterosessuale, considerato bello e che parla inglese, ha più privilegi di una donna transgender nera».

Proprio come i marxisti hanno diviso le popolazioni per oltre un secolo, i bambini sono classificati in categorie di «oppressori» o «oppressi» in base a qualsiasi principio di ‘colpa’ che i sovversivi possono inventare, con «sessualità» e «genere» che costituiscono ora una parte fondamentale del mix.

Un problema globale

Questo non sta accadendo solo in America. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco), è in prima linea nello sforzo di sessualizzare i bambini in tutto il mondo, e specialmente in Occidente.

In effetti, molti degli elementi più oltraggiosi dei programmi di «educazione sessuale» più utilizzati in America, sono perfettamente coerenti con la Guida tecnica internazionale sull’educazione sessuale 2018, dell’Unesco.

Gli standard di educazione sessuale delle Nazioni Unite richiedono di insegnare ai bambini il «piacere sessuale» prima che raggiungano i 10 anni. Il tutto citando più di 20 volte la «ricerca» e le «prove» di Planned Parenthood, organizzazione chiaramente ideologica.

Incredibilmente, all’età di 5 anni, i bambini dovrebbero descrivere come «genere e sesso biologico» siano presumibilmente «diversi».

All’età di 9 anni, le linee guida delle Nazioni Unite insegnano ai bambini la masturbazione e di «descrivere le risposte maschili e femminili alla stimolazione sessuale». I bambini dovrebbero anche «dimostrare rispetto per le diverse pratiche legate alla sessualità» e «spiegare come l’identità di genere di qualcuno potrebbe non corrispondere al loro sesso biologico».

Entro i 12 anni, ci si aspetta che i bambini credano che i «comportamenti sessuali non penetranti» sono «piacevoli» e hanno meno probabilità di provocare infezioni rispetto al sesso normale. Gli «obiettivi di apprendimento» delle Nazioni Unite richiedono che i dodicenni «sostengano il diritto per tutti» di «esprimere i propri sentimenti sessuali».

Il documento delle Nazioni Unite include anche suggerimenti utili per gli educatori su come gestire genitori indignati e leader religiosi preoccupati per l’indottrinamento.

Certo, c’è una ragione per cui il documento delle Nazioni Unite sull’educazione sessuale chiede la sessualizzazione dei bambini «fin dall’inizio della scuola formale».

Come ha affermato in un’intervista del 2017 lo zar delle politiche lgbt delle Nazioni Unite Vitit Muntarbhorn, per cambiare la mentalità della popolazione a favore di nuove norme sessuali, «è importante iniziare a lavorare con i giovani, più giovani sono, meglio è».

I veri obiettivi

L’attenzione al sesso e alla perversione è chiaramente e letteralmente onnipresente nelle scuole statali di tutta l’America e oltre. Ma perché?

Questo non era considerato accettabile fino a poco tempo fa, tanto meno necessario. Infatti, prima della grottesca pseudo-scienza del pervertito Alfred Kinsey, sarebbe stato considerato un reato sottoporre i bambini a queste oscenità.

I sostenitori della sessualizzazione dei bambini il prima possibile, in genere strutturano le loro argomentazioni in termini di riduzione delle malattie sessualmente trasmissibili e delle gravidanze indesiderate o adolescenziali, mentre perseguono nozioni nebulose di «salute» e «libertà riproduttiva» o «giustizia riproduttiva».

Nonostante il fatto che l’esplosione delle gravidanze adolescenziali e delle malattie sessualmente trasmissibili abbia coinciso con la sessualizzazione dei bambini a scuola da parte dei rivoluzionari sessuali, i colossi finanziati dalle tasse che sono dietro questa ideologia, spingono infiniti studi spazzatura che pretendono di sostenere le loro affermazioni fraudolente.

Ma ovviamente, se i bambini non facessero sesso al di fuori del matrimonio, i problemi che l’«educazione sessuale» pretende di risolvere cesserebbero virtualmente di esistere.

In breve, ci sono obiettivi molto più oscuri dietro tutto questo. E gli stessi «educatori» sessuali si preoccupano a malapena di nasconderlo.

Si prenda ad esempio il Siecus, il gruppo nato dalla perversa pseudo-scienza di Kinsey. Una volta era noto come Consiglio per l’informazione e l’educazione sessuale degli Stati Uniti, ma ora è solo Siecus: Sex Ed for Social Change (educazione sessuale per il cambiamento sociale). E in effetti, il «cambiamento sociale» è l’obiettivo: un «cambiamento sociale» radicale e terrificante.

Già nel 1979, il Cdc ha ammesso che c’era un secondo fine. In un rapporto intitolato An Analysis of Us Sex Education Programs and Evaluation Methods, i ricercatori hanno rivelato che gli «obiettivi» dell’educazione sessuale nelle scuole americane erano diventati «molto più ambiziosi» di quanto i genitori si rendessero conto. Tali obiettivi includevano «il cambiamento di […] atteggiamenti e comportamenti».

Il governo ne ha compreso da tempo le conseguenze. Il defunto psicoanalista Melvin Anchell, che ha lavorato alla Commissione sull’oscenità e la pornografia del presidente Lyndon Johnson, ha avvertito che questi programmi di indottrinamento sessuale rivolti ai bambini causano «danni irreparabili», che durano per tutta la vita.

Tra gli altri pericoli, Anchell ha identificato gravi danni ai futuri matrimoni, famiglie, relazioni e vite dei bambini. In alcuni casi, può anche contribuire alla psicopatia, al suicidio e all’omicidio di massa, secondo l’esperto.

Molto prima di ciò, i rivoluzionari comunisti hanno cercato di demonizzare il matrimonio e cancellare anche la famiglia, producendo un disastro senza precedenti. Si consideri, ad esempio, l’orribile esperienza della Russia sovietica nel decennio successivo alla rivoluzione bolscevica.

Anche i rivoluzionari sessuali in Occidente lo hanno capito da oltre un secolo. Lo «psichiatra» ateo Wilhelm Reich, un sedicente «freudomarxista» che era un membro del Partito Comunista e un socio del fanatico del sesso Sigmund Freud, non vide quella che per primo chiamò la «rivoluzione sessuale» come fine a sé stessa. Al contrario, Reich lo vedeva come un mezzo per cancellare la famiglia e quindi facilitare la distruzione dei valori religiosi. In definitiva, la speranza era quella di ottenere il crollo della civiltà occidentale distruggendo la cinghia di trasmissione familiare attraverso la quale i valori vengono trasmessi da una generazione all’altra.

L’obiettivo: consentire al marxismo di attecchire veramente sulla tela bianca creata dalla distruzione del vecchio ordine.

A tal fine, Reich incoraggiò fortemente l’«educazione sessuale» a scuola per «privare i genitori della loro autorità morale».

Mentre la famiglia e la chiesa sono indebolite dallo scatenamento dell’anarchia sessuale attraverso l’«educazione sessuale», il governo interviene e assume i ruoli precedentemente riservati a queste due istituzioni divinamente ordinate.

Il mondo nel mirino

Sharon Slater, presidente di Family Watch International e co-presidente della National Protect Child Health Coalition, ha dichiarato a Epoch Times che l’obiettivo è alla fine quello di contagiare il mondo con questo nuovo sistema di valori. «Se riescono a far crescere una generazione indottrinata nei loro dannosi diritti all’aborto, alla promiscuità e all’ideologia transgender radicale, avranno indottrinato i futuri leader del mondo», ha affermato Slater, che lavora per contrastare l’agenda delle Nazioni Unite: «In effetti, Cse è lo strumento numero uno della lobby per i diritti all’aborto e per i diritti Lgbt per promuovere le loro agende in tutto il mondo plasmando le opinioni dei giovani».

Uno degli strumenti più importanti creati dalla sua organizzazione è un documentario intitolato The War on Children: The Comprehensive Sexuality Education Agenda, che fa luce sugli orrori imposti ai bambini. «Il Cse è un’agenda mondiale pericolosa volta a sessualizzare i bambini in tenera età. Non riuscivo a dormire la notte sapendo quello che sapevo e sapendo che la maggior parte dei genitori non aveva idea che ai loro figli venissero insegnate cose così dannose».

Gli educatori sessuali suonano l’allarme

Anche gli ex insegnanti di educazione sessuale hanno denunciato gli obiettivi sovversivi dietro l’educazione sessuale. Monica Cline, ad esempio, ha trascorso un decennio lavorando come educatrice sessuale con Planned Parenthood prima di disertare e avviare un’organizzazione dedicata a contrastarla: «Una grande parte di questo, che per alcune persone è qualcosa che penso [sia, ndr] difficile da capire, è che c’è un enorme movimento nel contesto del socialismo che vuole davvero sbarazzarsi della famiglia originale», ha detto al Daily Signal, ricordando che anche l’abolizione della proprietà privata fa parte degli obiettivi. «L’educazione sessuale è una parte importante di tutto ciò, perché quando insegni ai bambini a disumanizzare se stessi, a togliere l’intimità, la famiglia e il matrimonio dal sesso, fino al punto di uccidere i propri figli attraverso l’aborto, essenzialmente stai uccidendo la famiglia. Stai distruggendo la famiglia», conclude Cline.

La Cline incoraggia a «leggere qualsiasi curriculum» utilizzato nei programmi di educazione sessuale per rendersi conto delle tattiche e della natura esplicita del materiale. E econdo la Cline, i genitori sono sempre tagliati fuori dal quadro quando si tratta di educazione sessuale: «Vogliono che i bambini dipendano dal governo, o dalla salute pubblica, qualunque cosa sia, ma non vogliono che i bambini dipendano più dai genitori. E quindi, tutto questo è davvero per abbattere la famiglia. E in sostanza […] lo stiamo vedendo accadere».

Disintegrazione della famiglia, sterilità, schiavitù

In estesi commenti a Epoch Times, Kimberly Ells, autrice di The Invincible Family e ricercatrice e attivista di lunga data contro la sessualizzazione globale dei bambini, ha avvertito che i programmi radicali Cse hanno obiettivi pericolosi a cui bisogna resistere: «Chi vince sui giovani vince il futuro», ha specificato, facendo eco a un detto comune. «Quindi, se le scuole statali modellano le opinioni dei bambini su sesso, genere e formazione familiare, e se tali opinioni rifiutano la famiglia come il nucleo della civiltà, allora il nucleo della civiltà è in palio e il governo intende afferrarlo».

Tra le altre preoccupazioni, la Ells ha avvertito che questi programmi stanno minando l’autorità dei genitori, i valori familiari e persino la formazione familiare, incoraggiando i bambini a rifiutare gli insegnamenti dei loro genitori e a considerare il sesso semplicemente come un piacevole «diritto», piuttosto che come parte di un matrimonio stabile.

I risultati dell’indebolimento della famiglia e del matrimonio erano prevedibili: oltre il 40 per cento dei bambini americani sono ora nati fuori dal matrimonio (pdf), con quasi un bambino americano su quattro che ora vive in una famiglia con un solo genitore.

Le conseguenze di questa disintegrazione familiare sono orribili e il problema sta peggiorando. Ma anche al di là della criminalità, della dipendenza e della povertà c’è il pericolo che la tirannia si intrometta per riempire il vuoto lasciato da genitori e famiglie: «I bambini che diventano presto schiavi degli appetiti sessuali dei loro corpi hanno maggiori probabilità di diventare schiavi in ​​altre aree della loro vita», ha affermato Ells, parlando alle Nazioni Unite.

Insegnare ai bambini a rifiutare il sesso biologico come caratteristica rilevante della propria identità è ancora più nefasto: «Nel suo nucleo, questa ideologia su due fronti rifiuta la famiglia biologica, basata sul sesso fisiologicamente opposto, come unità fondamentale della società», ha detto.

«La T in Lgbt è di gran lunga la più problematica», ha detto Ells. «Il matrimonio tra persone dello stesso sesso annienta l’idea che uomini e donne siano complementari. Ma il transgenderismo annienta l’idea che uomini e donne esistano intrinsecamente».

Già ora, ha affermato, i movimenti legali intorno al transgenderismo stanno preparando il terreno per la «emarginazione» di madri, padri e famiglie per via legale. «Quando i legami dei genitori con i loro figli sono oscurati o indeboliti, si crea un ambiente adatto all’intervento del governo e alla rivoluzione socialista-comunista. Ecco perché il Manifesto comunista di Marx chiede apertamente l’abolizione della famiglia. Detronizzare la famiglia crea un vuoto che può e deve essere riempito, anche se è impossibile riempirlo adeguatamente. Se vogliamo evitare lo sventramento della famiglia e il dominio dello Stato che segue al suo sventramento, dobbiamo resistere agli sforzi per cancellare il sesso biologico».

Ells ha invitato i genitori e i politici a resistere alla cancellazione di uomini e donne e a porre fine ai finanziamenti per le agenzie delle Nazioni Unite che promuovono la pericolosa agenda. Ha anche sollecitato la rimozione dalle scuole dei sostenitori dei «diritti sessuali» come Planned Parenthood e la fine della programmazione Cse a tutti i livelli.

Proteggere i bambini

I governi e i consigli scolastici di tutta l’America hanno fallito nel loro dovere di proteggere i bambini dai mali onnipresenti che ora pervadono il cosiddetto sistema di «istruzione pubblica», mascherati da «sanità» e «tolleranza».

Gli americani si trovano ora di fronte a un mostro finanziato dalle tasse che minaccia non solo l’innocenza dei loro figli, ma le loro libertà, famiglie e persino il futuro stesso della loro civiltà.

Ovviamente, il governo a tutti i livelli non è riuscito a proteggere i bambini dal pericoloso programma che essi stessi hanno scatenato. Questo lascia i genitori come l’ultima barriera.

Se il grottesco estremismo sessuale che sta distruggendo l’America e la sua giovinezza verrà fermato, spetterà a mamme e papà amorevoli, guidare la lotta.

 

Alex Newman è un pluripremiato giornalista, educatore, autore e consulente internazionale; è uno degli autori del libro «Crimini degli educatori: come gli utopisti usano le scuole statali per distruggere i bambini d’America». È anche Ceo di Liberty Sentinel Media e scrive per diverse pubblicazioni negli Stati Uniti e all’estero.

Le opinioni espresse in quest’articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente quelle di Epoch Times.

Articolo in inglese: The Totalitarian Agenda Behind LGBT Sex-Ed Revolution at School

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