Meloni: assalto alla Cgil «volutamente permesso», è «strategia della tensione»

Di Marco D'Ippolito

Un question time incendiario quello andato in scena alla Camera dei Deputati nel pomeriggio del 13 ottobre.

La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese si è presentata in aula per rispondere alle interrogazioni parlamentari sui disordini avvenuti a Roma durante la manifestazione no green pass di sabato, quando un gruppo di manifestanti guidato da noti esponenti di Forza Nuova ha fatto irruzione e devastato la sede romana della Cgil. Ad attenderla ha trovato la leader dell’opposizione Giorgia Meloni.

La ministra ha spiegato che le autorità di sicurezza avevano effettivamente individuato in Giuliano Castellino una potenziale minaccia, il che non sorprende dato che durante il comizio in piazza del Popolo l’esponente di Forza Nuova ha esplicitamente dichiarato l’intenzione di dirigere il corteo verso la sede della Cgil per prenderla d’assalto. Tuttavia, la Lamorgese ha precisato che «la scelta di procedere coattivamente nell’immediatezza nei suoi confronti non è stata ritenuta percorribile da parte delle autorità di sicurezza» in quanto il «contesto particolare di affollamento presentava l’evidente rischio di provocare reazioni violente da parte dell’interessato e dei suoi sodali con la conseguente degenerazione della situazione dell’ordine».

Ma è proprio su questo punto che è arrivato un forte attacco da parte della Meloni che ha definito la risposta della Lamorgese «insufficiente e offensiva delle forze dell’ordine, perché le scene di sette agenti, sette, lasciati a prendere le bastonate davanti alla sede della Cgil sono indegne, e offensive delle persone che vogliono manifestare pacificamente contro il vostro governo».

Ma la leader di Fratelli d’Italia si è spinta ben oltre, affermando che questo evento «ci riporta agli anni più bui della storia italiana»: «è stato calcolo, siamo tornati alla strategia della tensione ministro Lamorgese, perché guardi un po’ il governo non fa niente e viene chiamata in causa l’opposizione».

La Meloni si riferiva alle accuse di chi ha colto le violenze dei facinorosi neofascisti di Forza Nuova per attaccarla personalmente, in quanto non avrebbe secondo i critici condannato in maniera abbastanza netta le violenze. Il caso più emblematico è quello del vicesegretario del Pd Giuseppe Provenzano che lunedì ha dichiarato: «Ieri Meloni aveva un’occasione: tagliare i ponti con il mondo vicino al neofascismo, anche in FdI. Ma non l’ha fatto. […] le parole usate sulla matrice perpetuano l’ambiguità che la pone fuori dall’arco democratico e repubblicano».

Per questo la Meloni ha ribadito in aula: «Noi siamo distanti anni luce da qualsiasi movimento sovversivo, particolarmente da Forza Nuova, non solo per fatto ideologico ma perché i movimenti e le scelte di queste organizzazioni sono sempre ‘sinistramente’ proficue per la sinistra».

«Una sinistra – ha proseguito la leader di Fdi – che vuole dire, facendo accostamenti inesistenti, che anche il partito della destra repubblicana, primo partito italiano, è un partito fuori dalla democrazia e quindi eversivo e quindi va sciolto».

Infine, al termine del suo intervento, la Meloni ha tirato la sua ultima pesante stoccata nei confronti del governo, definendo le violenze di sabato come ‘proficue’ «per un governo che può far finta di non vedere che in piazza sabato c’erano migliaia e migliaia di persone che hanno il diritto di manifestare il loro dissenso per non avere un lasciapassare del governo e vedere riconosciuto il loro diritto al lavoro».

«È funzionale a voi e lo avete consentito e questa è una vergogna, e allora colleghi non ci fate lezioni perché qui la cosa che più sinistramente somiglia a un regime siete voi».

Dal canto suo, la Lamorgese ha precisato che Castellino era già destinatario di un Daspo e quindi oggetto di sorveglianza speciale da parte delle forze dell’ordine, e che il suo arresto è stato eseguito dopo la manifestazione, «in fragranza differita insieme ad altri esponenti di forza nuova e facinorosi, e la sua posizione è attualmente al vaglio della magistratura inquirente per le gravissime contestazioni che gli sono state mosse»

La ministra ha altresì annunciato che presenterà il 19 ottobre l’informativa completa sugli eventi di sabato, davanti alla stessa Camera dei Deputati.

 
 
 

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