Musk: una «coalizione di attivisti politici» aveva un accordo con Twitter

Di Catabella Roberts

Dichiarazione bomba di Elon Musk: se a Twitter manca un consiglio di moderazione è a causa di un accordo con una «grande coalizione di attivisti politici e sociali».

Il miliardario del settore tecnologico ha rilevato la piattaforma ad ottobre e ha promesso poco dopo che Twitter avrebbe formato un «consiglio per la moderazione dei contenuti» che avesse «punti di vista molto vari». Aveva anche promesso che non ci sarebbero state «decisioni importanti sui contenuti o ripristini di account» prima che il consiglio si riunisse.

Tuttavia, il Ceo di Tesla ha in seguito dichiarato che non aveva potuto mantenere l’impegno relativo a un consiglio di moderazione a causa di un gruppo di attivisti politici e sociali che, secondo lui, ha violato un accordo preso con lui, nel momento in cui ha incoraggiato le aziende a interrompere la pubblicità su Twitter.

Musk stava rispondendo a un utente di Twitter che lo accusava di aver scritto un tweet «completamente fittizio» riguardante l’istituzione di un consiglio di moderazione. Lui ha risposto: «Una grande coalizione di gruppi di attivisti politici/sociali ha minacciato di tentare di uccidere Twitter e farci morire di fame bloccando le entrate pubblicitarie, se non avessi accettato le loro condizioni».
«Hanno violato l’accordo».

L’imprenditore non ha fornito ulteriori dettagli in merito al presunto accordo.

Musk ripristina gli account sospesi

I commenti di Musk arrivano dopo che nelle ultime settimane Twitter ha ripristinato una serie di account, incluso quello di Project Veritas, che era stato sospeso dalla piattaforma dal 2021 dopo che il suo fondatore, James O’Keefe, aveva condiviso un video in cui il vicepresidente di Facebook Guy Rosen ammetteva che il gigante della tecnologia ha un sistema «in grado di bloccare i commenti sui thread nei casi in cui i nostri sistemi stanno rilevando che potrebbe esserci un thread che contiene incitamento all’odio o violenza».

Durante il fine settimana, il nuovo proprietario di Twitter ha anche ripristinato l’account dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, quasi due anni dopo che era stato bandito dal social.

Ciò è avvenuto dopo che Musk ha condotto un sondaggio tra gli utenti di Twitter per una loro opinione sulla questione, con il 51,8% degli utenti che ha votato per ripristinare l’account di Trump, mentre il 48,2% aveva detto no.

All’inizio di questo mese, Musk ha affermato che le entrate di Twitter stavano diminuendo a causa di «gruppi di attivisti che facevano pressioni sugli inserzionisti, anche se nulla è cambiato con la moderazione dei contenuti e abbiamo fatto tutto il possibile per placare gli attivisti».

L’uomo d’affari in seguito ha minacciato di chiamare per nome e svergognare gli inserzionisti che stavano boicottando la piattaforma in seguito alla sua acquisizione, nonostante le sue rassicurazioni che la piattaforma non sarebbe diventata un «inferno libero per tutti» dove si potesse dire qualsiasi cosa, «senza conseguenze».

«Oltre ad aderire alle leggi del Paese, la nostra piattaforma deve essere calorosa e accogliente per tutti», ha scritto Musk in una lettera aperta agli inserzionisti a ottobre.

In un post successivo a novembre ha poi ribadito che la società rimane impegnata a moderare i contenuti: «Per essere chiari, il forte impegno di Twitter per la moderazione dei contenuti rimane assolutamente invariato».

Tuttavia, da allora una serie di grandi marchi, tra cui General Mills, General Motors e United Airlines, ha ridotto i contributi pubblicitari sulla piattaforma.

 

Articolo in inglese: Elon Musk Says ‘Coalition of Political Groups’ Behind Lack of Moderation Council

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