Nuovi test missilistici in Corea del Nord, ma Trump ha fiducia in Kim

Il presidente Donald Trump ha dichiarato che i tre recenti test missilistici a corto raggio della Corea del Nord non violano l’accordo di Singapore firmato con Kim Jong Un nel 2018: «Kim Jong Un e la Corea del Nord hanno testato tre missili a corto raggio negli ultimi giorni. Questi test sui missili non violano il nostro accordo di Singapore, e non ci sono state discussioni sui missili a corto raggio quando ci siamo stretti la mano».

La dichiarazione di Trump su Twitter si riferisce al fatto che Pyongyang ha testato un nuovo missile balistico a corto raggio venerdì 2 agosto, che si aggiunge ai due precedentemente lanciati in mare il 25 luglio.

«Potrebbe configurarsi una violazione delle Nazioni Unite, ma il presidente Kim non vuole deludermi con una violazione della fiducia, c’è troppo da guadagnare per la Corea del Nord; il potenziale come Paese, sotto la guida di Kim Jong Un, è illimitato».

Difatti Trump promuove regolarmente la sua diplomazia personale con Kim, che si sta muovendo in una direzione positiva, sebbene ci sia scetticismo nella comunità internazionale sul fatto che il leader nordcoreano rinunci realmente al suo prezioso programma di armi nucleari.

«Inoltre, c’è troppo da perdere» ha continuato Trump, «potrei sbagliarmi, ma credo che il presidente Kim abbia una grande e meravigliosa visione per il suo Paese, e solo gli Stati Uniti, con me come presidente, possono far diventare quella visione realtà. Farà la cosa giusta perché è troppo intelligente per non farlo, e non vuole deludere un suo amico, il presidente Trump!».

Trump aveva già espresso tali opinioni in una conferenza stampa alla Casa Bianca dopo il lancio del 25 luglio e prima di partire per il suo raduno in Ohio: «Missili a corto raggio… non abbiamo mai raggiunto un accordo su questo. Non ho problemi. Vedremo cosa accadrà. È un missile a corto raggio. Sono molto normali».

Trump ha detto che gli Stati Uniti sarebbero stati in guerra con la Corea del Nord se egli non avesse creato una svolta nei rapporti con Kim.

I nuovi lanci di missili del Nord si sono verificati proprio nel momento in cui la Gran Bretagna, la Francia e la Germania, a seguito di un incontro a porte chiuse chiuso del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, hanno condannato la recente attività balistica della Corea del Nord in quanto violerebbe delle sanzioni delle Nazioni Unite, e hanno esortato Pyongyang a impegnarsi in «negoziati significativi» con gli Stati Uniti al fine di eliminare il proprio armamento nucleare.

Il principale inviato americano di Trump nella Corea del Nord, Stephen Biegun, aveva sperato di incontrarsi venerdì in Thailandia con un rappresentante della Corea del Nord, ma la Corea del Nord si è tenuta lontana dal raduno annuale dell’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico, che in passato è stata utile sede di incontri reciproci.

La tattica della pressione

Analizzando il lancio missilistico del 25 luglio, Bruce W. Bennett, ricercatore della Difesa per Rand.org ha dichiarato a Epoch Times che il lancio dell’ultimo missile costituisce un tentativo di Pyongyang di fare pressione sulla Casa Bianca: «La Corea del Nord sta cercando di fare pressioni sugli Stati Uniti con questi lanci missilistici. La cultura nordcoreana fa sì che il regime voglia costringere altri Stati ad agire in un certo modo, impiegando una strategia coercitiva, allo scopo di dare l’impressione di essere forte al suo interno».

Bennett ha affermato che Pyongyang sta cercando di fare pressione sugli Stati Uniti e sulla Corea del Sud affinché annullino le loro esercitazioni militari in corso.

Una settimana prima del lancio, la Corea del Nord aveva dichiarato di poter revocare la sospensione di 20 mesi dei test nucleari e missilistici a lungo raggio in risposta alle esercitazioni.

Articolo in inglese Trump: North Korea’s 3 Short-Range Missile Tests Are Not a Violation of Singapore Agreement

 
 
 

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