Oms: «Molto preoccupante l’aumento del numero dei casi di coronavirus fuori dalla Cina»

Di Zachary Stieber

Venerdì 21 febbraio il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che il costante aumento dei casi di coronavirus, sia in Cina che in Paesi come Giappone e Iran, è un dato preoccupante, che indica come l’opportunità di fermare la propagazione del virus stia gradualmente sfumando.

Tedros ha spiegato come al momento ci fossero 1.152 casi di COVID-19 in 26 paesi; lo stesso giorno l’Iran ha segnalato due nuovi decessi e 13 nuovi casi di infezione, mentre la Corea del Sud ha riportato un nuovo decesso e 100 nuovi casi.

I casi in giro per il mondo, alcuni dei quali non sono direttamente collegati a Wuhan o ad altre parti della Cina, sono «molto preoccupanti», ma in particolare è la situazione dell’Iran «ad essere preoccupante», ha dichiarato Tedros, sottolineando che il primo caso in Libano è una donna di quarantacinque anni di nazionalità iraniana. E secondo gli esperti nei prossimi giorni potrebbero essere confermati altri casi di persone provenienti dall’Iran.

Tedros ha spiegato ai giornalisti che «questi punti sono in realtà molto preoccupanti. Prendeteli come punti o tendenze. Credo che la nostra finestra di opportunità sia ancora aperta, ma si sta restringendo. Ecco perché abbiamo chiesto alla comunità internazionale di agire. Chiediamo a tutti i Paesi di continuare ad attuare misure di contenimento, e di prepararsi a intervenire nel caso la trasmissione si verificasse nelle proprie comunità».

Ad ogni modo, i funzionari dell’Oms sono ottimisti sul fatto che la diffusione del virus possa ancora essere contenuta, e hanno esortato i Paesi ad affrontare il problema seriamente. Ma hanno anche sottolineato che restano ancora molte domande sull’origine del virus, e su quello che potrebbe accadere nei prossimi giorni.

Tedros ha infatti affermato: «Questa epidemia potrebbe procedere qualsiasi direzione e anche in modo disordinato».

La dott.ssa Sylvie Briand, direttrice per la preparazione al rischio pandemia dell’Oms, ha spiegato che la situazione si sta evolvendo a livello globale e gli esperti stanno assistendo, insieme al numero crescente di casi, a «varie tipologie di contagio a secondo dei luoghi». Sebbene la trasmissibilità del virus sia ancora in fase di studio, gli esperti sanno che può diffondersi da persona a persona, attraverso l’aria o uno stretto contatto personale.

Il Dr. Tedros Adhanom, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, parla durante un incontro con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, presso la Diaoyutai State Guesthouse di Pechino, Cina, il 28 gennaio 2020. (Naohiko HattaPool via Reuters)

Dalla fine di gennaio, l’Oms ha iniziato a chiedere donazioni a governi e organizzazioni per inviare forniture mediche e diverse forme di sostegno in centinaia di Paesi, in particolare in quelli che hanno strutture sanitarie più fragili, che potrebbero essere facilmente travolte da un aumento dei casi.

Nel frattempo il team di esperti internazionali dell’Oms è finalmente arrivato in Cina e dovrebbe recarsi a Wuhan il 22 febbraio. Tedros non ha però voluto spiegare cosa dovrebbero fare esattamente a Wuhan, la città da dove l’epidemia ha avuto inizio nel dicembre del 2019.

Il nuovo virus fa parte di una famiglia di virus che è naturalmente presente in alcuni animali e che può, in rari casi, trasmettersi all’uomo; una volta effettuato il salto anche la trasmissione da persona a persona diventa possibile.

Gli esperti sostengono che i modi per evitare il contagio includano: lavarsi le mani frequentemente, evitare le persone malate, e non toccarsi il naso, gli occhi o la bocca con mani non lavate.

 

Articolo in inglese: Growing Number of Coronavirus Cases Outside China ‘Very Worrisome:’ WHO Chief

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