Ondata di incendi in Sicilia, la pista del fotovoltaico

Di Marco D'Ippolito

Continuano a divampare decine di incendi in tutta la Sicilia, con temperature che negli ultimi tre giorni hanno superato i 40 gradi centigradi in varie località siciliane. Su richiesta del presidente della regione, il governo ha annunciato lo stato di mobilitazione nazionale del sistema di Protezione civile, per garantire ulteriori mezzi per contrastare l’emergenza.

Tuttavia, secondo il presidente della commissione Antimafia regionale Claudio Fava, gli incendi sarebbero dolosi e legati a «interessi pesanti; uno di questi è la possibilità di riconvertire questi terreni per il fotovoltaico». Un sospetto rilanciato nelle ultime ore anche dalla Coldiretti, già promotrice di una petizione contro i cosiddetti ‘pannelli solari mangia suolo’.

Come spiegato da Fava durante un’intervista rilasciata a TgCom24 il primo agosto, «la Sicilia è diventata un grande business» a causa dei fondi europei mobilitati per il fotovoltaico. In quest’ottica, gli incendi sarebbero dei tentativi «per indurre i piccoli proprietari a cedere» i loro terreni, anche perché si tratta di «un settore di investimento su cui viaggiano interessi di multinazionali molto potenti».

Sia Fava che la Coldiretti hanno citato indagini in corso da parte di diverse procure italiane sugli incendi in Sicilia, «dalle quali sembrano emergere – secondo l’ultimo comunicato della Coldiretti – pressioni per la cessione dei terreni da destinare ad impianti fotovoltaici».

Secondo Fava, è del tutto naturale che, data l’entità dei fondi stanziati per la ‘transizione ecologica’, la criminalità organizzata si stia interessando attivamente a questo settore. Il deputato ha anche menzionato «denari di origine molto sospetta» impiegati nell’acquisto di alcuni terreni, citando persino il nome del boss latitante di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro.

Ad ogni modo, secondo La Repubblica, attualmente sono 806 i vigili del fuoco schierati in Sicilia per contrastare l’emergenza, con 76 incendi che continuano a divampare nella serata di domenica.
Mentre è previsto per lunedì 2 agosto l’arrivo di 33 ulteriori squadre di volontari della Protezione civile provenienti dal Nord Italia, che aiuteranno a gestire e contenere l’emergenza. Sempre per lunedì, alle ore 12, è stato convocato dal presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci un vertice regionale di Protezione civile, al fine di valutare la situazione complessiva e coordinare le operazioni.

Fortunatamente non si contano feriti, ma il bilancio ambientale è già pesante, sebbene sia difficile stimarne con precisione l’entità al momento.

Dal canto suo, il sindaco di Catania Salvo Pugliese, città pesantemente colpita dagli incendi di venerdì, ha dichiarato al TgCom24 che «ad oggi non siamo in condizione di accertare le responsabilità», ma ha precisato che le «temperature torride e venti molto forti» hanno sicuramente favorito gli incendi, come anche il fatto che «negli ultimi 3 mesi non ci sono state precipitazioni».

Numerose testate e vari politici hanno parlato di incendi dolosi causati da piromani, ma secondo il presidente della commissione Antimafia regionale Claudio Fava si tratta di una «tesi comoda» ma inverosimile. Allo stesso modo, la Coldiretti aveva tuonato già il 5 luglio, in occasione di un’altra ondata di focolai: «Siamo di fronte ad un progetto criminale che sta distruggendo tutta la Sicilia. Non è possibile assistere a questa devastazione continua che evidentemente nasconde interessi».

Mentre nel suo comunicato del primo agosto, dopo aver citato le ombre relative alla pista del fotovoltaico, l’associazione ci ha tenuto a precisare: «Come giovani agricoltori, sosteniamo e promuoviamo ogni giorno l’innovazione tecnologica sostenibile, ma destinando i suoli agricoli al fotovoltaico accelereremo la perdita di biodiversità unica del nostro Paese».

 
 
 

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