Prospettive sulla pandemia, i legami economici tra Paesi Bassi e Cina

Di Li Yan

I Paesi Bassi, una piccola nazione che si colloca al 133° posto a livello mondiale per superficie, e al 69° per popolazione, è una delle nazioni gravemente colpite dal virus del Pcc (Partito Comunista Cinese).

Al 7 luglio, i Paesi Bassi hanno registrato più di 49 mila casi positivi e oltre seimila decessi. Il focolaio della diffusione del virus è stata la città di Tilburg, dove è stato confermato il primo caso nei Paesi Bassi; inoltre la città ha anche il più alto numero di pazienti infetti del Paese.

La tragica diffusione del virus nei Paesi Bassi può essere ricollegata al fatto che negli ultimi anni il Paese ha stretto forti legami con Pechino. In particolare, Tilburg è di fondamentale importanza per la cooperazione tra Cina e Paesi Bassi nell’ambito dell’iniziativa della Nuova Via della seta del Pcc (nota anche come One Belt, One Road). Ha numerose relazioni commerciali con la Cina.

Chengdu-Europe Express Rail: un punto di riferimento per la Via della seta

La regione del Brabante settentrionale svolge un ruolo importante nel progetto Belt and Road del Pcc nei Paesi Bassi. Nel 2016 è stata ufficialmente inaugurata la Chengdu-Europe Express Rail, che collega la città di Chengdu con Tilburg. Si tratta dell’unica ferrovia merci diretta dalla Cina ai Paesi Bassi. Rispetto ai 45 giorni di viaggio via mare, con questo treno espresso sono necessari solo 15 giorni, con un costo pari a un quarto di quello del trasporto aereo.

Tilburg è la sesta città più grande dei Paesi Bassi, con una popolazione di 217 mila abitanti, ed è attraversata dal canale Wilhelmina. Grazie alla sua posizione vantaggiosa, Tilburg è un centro commerciale e di trasporto. Le industrie chiave della città includono i settori di lana, macchinari, elettrodomestici e cuoio.

Se i Paesi Bassi sono un’importante porta d’accesso all’Europa, Tilburg è conosciuta come la «porta logistica» dell’Olanda, collegata direttamente a Rotterdam, così come a Moerdijk nel Brabante settentrionale, e anche al Regno Unito e alla Francia. Inoltre, molte grandi aziende internazionali hanno qui siti di distribuzione. Ecco perché la società olandese Gvt è stata scelta dal Pcc per gestire la Chengdu-Europe Express Rail.

Il treno espresso è un punto di riferimento della Belt and Road del Pcc, e ha stabilito un nuovo percorso logistico per la penetrazione della Bri in Asia e in Europa. Questa attraversa la Cina, il Kazakistan, la Russia, la Bielorussia, la Polonia, la Germania e i Paesi Bassi, per un totale di 10.947 chilometri. Per mezzo del treno espresso, un gran numero di prodotti elettrici cinesi, abbigliamento, scarpe e cappelli, vengono rapidamente spediti nei Paesi Bassi e oltre, mentre vini, latte in polvere, veicoli finiti e altre merci provenienti dai Paesi Bassi, Francia e Spagna, possono facilmente entrare nel mercato cinese, portando il progetto Bri a un nuovo livello. I due capolinea, Tilburg e Chengdu, sono diventati anche città gemelle, gettando le basi perché il porto di Rotterdam diventi una parte fondamentale della Bri nei Paesi Bassi.

In effetti, il rapporto economico e commerciale tra il Brabante settentrionale e la Cina ha una lunga storia. Il 22 settembre 2017, il vice governatore della provincia del Brabante settentrionale, Bert Pauli, ha dichiarato al quotidiano statale cinese People’s Daily che più di 30 anni fa la Philips, la nota azienda olandese con sede nella provincia, ha aperto una fabbrica a Nanchino, in Cina, per la produzione di componenti per le TV. Oggi, più di 130 aziende della provincia hanno aperto filiali nelle zone costiere orientali della Cina. Con queste fondamenta era in effetti naturale che Tilburg venisse scelta come sede strategica per il progetto della Nuova Via della Seta.

Il porto di Rotterdam si unisce alla Nuova Via della Seta

I Paesi Bassi, conosciuti come la porta d’accesso all’Europa, hanno un’industria logistica ben sviluppata. Grazie alla loro posizione geografica, hanno creato una rete di trasporto molto avanzata (via acqua, terra e aria), diventando uno dei più importanti centri di smistamento delle merci in Europa. Di conseguenza, il progetto Bri della Cina ha scelto i Paesi Bassi come nodo per le sue reti di trasporto terrestri e marittime.

Attraverso il porto di Rotterdam e l’aeroporto Schiphol di Amsterdam, i due principali hub commerciali in Europa, le merci provenienti dai Paesi Bassi possono arrivare in due giorni in qualsiasi grande mercato dell’Ue.

Quando il Pcc ha promosso la Bri nei Paesi Bassi, il suo obiettivo primario era quello di far collaborare il porto di Rotterdam e l’industria logistica locale, in modo da aprire un importante hub della «Via della seta, via terra e mare».

Il Porto di Rotterdam trasporta merci da e per oltre 1.000 porti in tutto il mondo. Diversi terminal dispongono anche di strutture di trasbordo ferroviario, il che significa che le merci possono essere caricate direttamente su un treno presso il terminal, il che lo rende una scelta perfetta per accedere alle destinazioni europee nell’hinterland.

All’interno del porto, il terminal di container Euromax è oggi il più avanzato terminal automatizzato di carico e scarico, con una capacità di movimentazione annuale pari a circa 7 milioni di Teu (unità equivalente a venti piedi), e circa il 25 per cento dei carichi proviene dalla Cina.

Gli olandesi pensavano che l’adesione alla «Nuova Via della Seta» gli avrebbe consentito di ampliare la loro rete infrastrutturale e ottenere maggiori benefici. In particolare, le autorità del porto di Rotterdam sono state tentate dal fatto che, oltre al tradizionale business marittimo proveniente dall’Asia, il trasporto congiunto via terra e mare, avrebbe consentito il collegamento al Chengdu-Europe Express attraverso Tilburg e Duisburg, in Germania. La logistica Asia-Europa avrebbe così più opzioni. E con una migliore connettività il porto avrebbe ottenuto maggiori profitti.

Il progetto Bri della Cina è entrato nei porti europei tramite la China Ocean Shipping Company (Cosco Shipping), di proprietà statale. Nel maggio 2016, Cosco Pacific Co Ltd, filiale di Cosco Shipping Group, ha firmato un accordo di trasferimento di capitale con Ect Participations B.V., una filiale di Hutchison Port Group diretta da Li Ka-shing. Cosco Pacific ha acquistato una quota pari al 35 per cento del terminal di container Euromax di proprietà di Ect, per 125 milioni di euro. Dopo il completamento dell’acquisizione, insieme alle azioni già esistenti, la Cosco Pacific aveva una partecipazione del 47,5 per cento del terminal di container Euromax, diventando così il suo maggiore azionista.

La Cosco Shipping detiene il controllo o la proprietà di molti terminal nei Paesi dell’Unione Europea, come ad esempio la Spagna. Poiché le sue partecipazioni d’investimento continuano ad aumentare, ha sempre più potere e influenza ed è in grado di scegliere i porti che preferisce. Dopo che le aziende cinesi sono diventate il maggiore azionista del porto di Rotterdam, quest’ultimo ha una maggiore connettività e capacità di espansione commerciale, ma non sono i Paesi Bassi a beneficiare di questi sviluppi.

Altre linee ferroviarie ad alta velocità dirette in Cina

Oltre a spingere il Porto di Rotterdam, il più grande d’Europa, ad unirsi alla Bri, la città di Tilburg ha anche portato molte aziende olandesi a costruire linee ferroviarie dirette in Cina.

Due anni dopo l’inaugurazione della Chengdu-Europe Express Rail nel 2016, l’azienda logistica olandese Nunner, ha inaugurato una nuova rotta commerciale verso la Cina. Il primo treno è partito da Amsterdam il 7 marzo 2018 e ha percorso 11.000 chilometri prima di arrivare a Yiwu, nella provincia dello Zhejiang.

Si tratta della prima linea ferroviaria diretta tra un porto olandese e la Cina. Erwin Cootjans, presidente di Nunner, ha spiegato che Amsterdam è stata scelta come punto di partenza per un treno diretto, perché il porto offre collegamenti fluviali con diverse città olandesi come Kampen, Groningen, Meppel, Leeuwarden e Harlingen. Ci sono anche collegamenti veloci da Amsterdam e Anversa per il trasporto marittimo a corto raggio verso la Gran Bretagna e la Scandinavia.

Nel maggio 2018, CH Robinson, un gruppo internazionale di trasporto merci, ha annunciato l’apertura di un nuovo servizio di trasporto merci su rotaia, con un’estremità che collega otto città cinesi (Zhengzhou, Suzhou, Wuhan, Xiamen, Yiwu, Shenzhen, Guangzhou e Chongqing) e l’altra estremità che raggiunge otto città europee (Malaszewicze, Amburgo, Duisburg, Milano, Tilburg, Lione, Parigi e Barking) situate in Germania, Francia, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito.

Più è grande il commercio con la Cina, più è alto il deficit commerciale

I Paesi Bassi sono un importante Paese a livello commerciale che riesce a mantenere un surplus commerciale da molti anni. Tuttavia, le autorità hanno rilevato che nel quadro della Bri, sebbene i servizi logistici abbiano portato maggiori opportunità commerciali, il Paese non ha ottenuto molti benefici reali. Al contrario, c’è un deficit commerciale sempre più grande.

Le statistiche di Eurostat mostrano che nel 2016, le importazioni e le esportazioni tra i Paesi Bassi e la Cina sono state pari a 82,49 miliardi di dollari (circa 74 miliardi di euro), con un calo dell’1,9 per cento rispetto all’anno precedente. In particolare, le esportazioni dei Paesi Bassi verso la Cina sono state pari a 11,51 miliardi di dollari (circa 10 miliardi di euro), con un aumento dell’11,9 per cento; mentre le importazioni dei Paesi Bassi dalla Cina sono state pari a 70,98 miliardi di dollari (circa 63 miliardi di euro), con un calo del 3,8 per cento. Il deficit commerciale dei Paesi Bassi è stato quindi di 59,47 miliardi di dollari (circa 53 miliardi di euro).

Nel 2017, il volume totale delle importazioni e delle esportazioni tra i due Paesi è stato di 107,4 miliardi di dollari (circa 97 miliardi di euro), con un aumento del 30,9 per cento. L’esportazione olandese verso la Cina è stata di 13,54 miliardi di dollari (circa 11 miliardi di euro), con un aumento del 19,1 per cento; l’importazione olandese dalla Cina è stata invece di 93,86 miliardi di dollari (circa 84 miliardi di euro), con un aumento del 32,8 per cento. Il deficit commerciale di quell’anno ha raggiunto così gli 80,32 miliardi di dollari (circa 73 miliardi di euro).

Nel 2018, l’importazione e l’esportazione bilaterale di beni è stata pari a 112,64 miliardi di dollari (circa 102 miliardi di euro), con un aumento del 4,7 per cento. Le esportazioni dei Paesi Bassi verso la Cina sono state pari a 12,56 miliardi di dollari (circa 10 miliardi di euro), con una diminuzione del 6,4 per cento; le importazioni dalla Cina sono state invece pari a 100,80 miliardi di dollari (circa 91 miliardi di euro), con un aumento del 6,2 per cento. Perciò, anche se i Paesi Bassi sono diventati il secondo partner commerciale della Cina all’interno dell’Ue nel 2018, il deficit commerciale tra i Paesi Bassi e la Cina è continuato a crescere, raggiungendo 87,52 miliardi di dollari (circa 79 miliardi di euro).

Oggi, sempre più persone si sono rese conto che il progetto Belt and Road è diventato «la via della pandemia», piuttosto che la Via della Seta. I Paesi Bassi ne sono l’ennesimo esempio. Tutti i partner importanti della Bri, come i Paesi Bassi, l’Iran, l’Italia e la Spagna, sono diventati le aree più gravemente colpite al mondo dal virus del Pcc. Anche la Svizzera, un Paese neutrale, che è stata per qualche tempo uno dei 10 Paesi più colpiti, ha firmato una lettera d’intenti con il Pcc sull’iniziativa Belt and Road.

 

Le opinioni espresse in quest’articolo sono quelle dell’autore e non riflettono necessariamente quelle di Epoch Times

Articolo in inglese: Perspectives on the Pandemic: Severity of CCP Virus Outbreak in Netherlands Puts Spotlight on Beijing Ties

 

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