Parlamentari irlandesi: «la repressione della Cina comunista contro i gruppi religiosi deve finire»

Di Dorothy Li

DUBLINO, Irlanda – Durante un evento organizzato dall’associazione Falun Dafa Irlanda, il parlamentare indipendente Mattie McGrath ha condannato la persecuzione ai danni dei praticanti del Falun Gong in Cina, affermando di farlo «dal profondo del mio cuore».

Il politico irlandese ha dichiarato che la meditazione, la fede e l’autodeterminazione sono diritti inalienabili, «dal grembo materno alla tomba», ma che invece coloro che sostengono le libertà fondamentali in Cina subiscono persecuzioni.

«Al momento sto combattendo per le nostre libertà in questo Paese; cercando di mantenere le nostre libertà: migliorarle, invece di vederle limitate e rimosse», ha dichiarato il 14 luglio ai partecipanti.

«Credo nel vostro diritto di praticare liberamente. Credo nel vostro diritto all’autodeterminazione. Credo nel vostro diritto di meditare, credo in qualunque cosa aiuti le persone, qualunque cosa non sia dannosa per gli altri. E credo che questo valga dalla nascita fino alla tomba. Tutta la vita è preziosa, per me. Sono qui per sostenervi», ha dichiarato McGrath.

Decine di persone si sono riunite all’esterno del Convention Center di Dublino il 14 luglio, meditando in silenzio, esponendo degli striscioni e chiedendo la fine della brutale persecuzione del Falun Gong in Cina.

Anche il senatore Malcolm Byrne è intervenuto alla manifestazione per esprimere il suo sostegno: «Coloro che praticano il Falun Gong, così come molte altre minoranze, continuano a soffrire l’oppressione per mano del Partito Comunista Cinese. L’Irlanda chiede al governo cinese di rispettare i diritti umani», ha scritto Byrne in una e-mail all’Associazione irlandese Falun Dafa.

Il senatore Malcolm Byrne parla con un praticante del Falun Gong prima di una manifestazione che segna il 22° anno della persecuzione in Cina, a Dublino, Irlanda, il 14 luglio 2021. (Feng Yu/The Epoch Times)

Durante la manifestazione, la parlamentare Marian Harkin ha chiesto al governo irlandese di parlare delle violazioni dei diritti umani in Cina, anche se l’Irlanda è un piccolo Paese e ha un potere limitato contro una tale potenza.

La Harkin ha sottolineato che l’Irlanda ha sempre lottato al di là della propria ‘categoria’ nei circoli internazionali. Quindi, il popolo irlandese può avere molta influenza morale su queste orribili questioni.

Sotto il governo del Partito Comunista, le persone in Cina sono state licenziate dal lavoro, espulse dalle scuole, imprigionate, torturate o uccise, semplicemente per non aver rinunciato alla propria fede e per aver continuato a praticare il Falun Gong. Rapporti indipendenti e risoluzioni del governo affermano che i praticanti del Falun Gong sono «una fonte, probabilmente la principale» degli organi prelevati forzosamente ai prigionieri di coscienza per i trapianti.

Il regime cinese nasconde al pubblico il numero reale delle vittime, ma i dati incompleti raccolti da Minghui.org, un sito web che documenta la persecuzione in Cina, mostrano che la persecuzione continua ancora oggi, dopo 22 anni: nella prima metà del 2020 Minghui ha documentato 674 casi di praticanti condannati per la loro fede.

«Come possiamo stare a guardare questa violazione dei diritti umani e civili», ha dichiarato il senatore David Norris in un comunicato. «Sto esortando il governo irlandese a intervenire e parlare contro questi abusi e a fare tutto il possibile per aiutare», ha aggiunto.

La brutale campagna è stata lanciata dall’ex leader del Partito Jiang Zemin nel 1999, che considerava la popolarità della pratica spirituale una minaccia al suo potere. Secondo Falun Info, c’erano da 70 a 100 milioni di aderenti sette anni dopo l’introduzione al pubblico dell’antica pratica, i cui principi fondamentali sono verità, compassione e tolleranza.

«Sono consapevole della persecuzione in corso contro i praticanti del Falun Gong in Cina, e vorrei sostenere con forza le richieste di porre fine a queste pratiche, e che il governo cinese rilasci chiunque sia detenuto per la sua fede, e conceda la libertà religiosa per tutti», ha dichiarato invece il parlamentare Joe O’Brien, ministro di Stato per lo Sviluppo Comunitario e le Carità.

Un altro parlamentare irlandese presente all’evento, Cian O’Callaghan, ha affermato: «La libertà di praticare la religione è un diritto umano, che deve essere sempre sostenuto. L’Irlanda e la comunità internazionale sono al fianco delle persone che praticano il Falun Gong e io condanno qualsiasi persecuzione religiosa nel modo più forte possibile».

Praticanti del Falun Gong si riuniscono in Irlanda per celebrare il 22° anno della persecuzione della loro fede in Cina, a Dublino, Irlanda, il 14 luglio 2021. (Feng Yu/The Epoch Times)

Pur essendo un piccolo Paese, i parlamentari irlandesi si sono espressi con forza sugli abusi dei diritti umani e sulle restrizioni delle libertà fondamentali da parte del Partito Comunista Cinese. Nel complesso ventitré parlamentari irlandesi hanno inviato messaggi per commemorare la Giornata Mondiale della Falun Dafa il 13 maggio e hanno condannato la persecuzione in corso.

Deirdre Forde, consigliere della circoscrizione sud-est della città di Cork, ha dichiarato che «potrebbe essere arrivato il momento delle sanzioni contro il partito comunista cinese», dato che le violazioni dei diritti umani continuano nonostante i ripetuti dialoghi tra il governo irlandese e l’Ue con il regime cinese.

Byrne, membro dell’Alleanza interparlamentare mondiale sulla Cina (Ipac), ha sollevato a giugno la questione delle violazioni dei diritti umani del Partito comunista cinese all’interno del Parlamento irlandese. E a luglio ha dichiarato all’edizione americana di Epoch Times che il ministro dello Sport, Jack Chambers, ha confermato che l’Irlanda non invierà nessun rappresentante ufficiale del governo ai prossimi Giochi Olimpici di Pechino.

 

Articolo in inglese: Communist China’s Repression on Faith Group ‘Must End,’ Irish Lawmakers Demand

 
 
 

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