Parlamento inglese: «Chiare prove di collusione» tra Huawei e il Pcc

Di Mary Clark

«Chiare prove di collusione tra Huawei e lo Stato cinese», questo è quanto affermato l’8 ottobre dalla Commissione Difesa del Parlamento inglese, che ha esortato il governo a rimuovere urgentemente le apparecchiature Huawei dalle infrastrutture di telecomunicazione del Paese entro il 2025.

A luglio, il primo ministro Boris Johnson ha ordinato che la tecnologia Huawei venga completamente eliminata dalle reti 5G del Regno Unito entro il 2027. La decisione è arrivata in un clima di crescente preoccupazione per i rischi di spionaggio e sabotaggio legati al gigante cinese delle telecomunicazioni, complici anche le severe sanzioni statunitensi nei confronti della società, che hanno avuto un impatto sulla sua fornitura di chip aggiornati.

Una squadra della società Verizon lavora su un ripetitore per aggiornarlo e gestire la nuova rete 5G a Orem, Utah, il 10 dicembre 2019. (George Frey/AFP tramite Getty Images)

Tuttavia, la relazione della Commissione Difesa sostiene che ‘la pulizia’ debba essere effettuata in tempi molto più brevi, anche a costo di offrire incentivi agli operatori telefonici: «Il governo dovrebbe prendere le misure necessarie per ridurre al minimo i ritardi e i danni economici, e prendere in considerazione la possibilità di incentivare gli operatori per anticipare la scadenza rispetto al 2027».

Alleanza D10

La relazione della Commissione Difesa sostiene anche che il lancio del servizio 5G aumenterà la dipendenza dalla connettività mobile, lasciando il Paese ancora più vulnerabile allo «spionaggio, al sabotaggio o a guasti di sistema», mentre non esiste ancora «nessuna regolamentazione globale che regoli gli attacchi informatici internazionali».

La relazione esorta il governo a collaborare con gli alleati su un sistema che punisca i «colpevoli».

Secondo i parlamentari, le democrazie dovrebbero anche formare un’alleanza ‘D10’, ovvero delle principali democrazie mondiali, per contrastare la Cina e altri paesi non democratici con cattivi intenti: «La Commissione sostiene la proposta di formare un’alleanza D10, composta da dieci delle più grandi democrazie del mondo, per fornire alternative alla tecnologia cinese e per combattere il dominio tecnologico degli stati autoritari».

«Il governo deve agire rapidamente e delineare al più presto una politica comune per il 5G», oltre a «continuare a denunciare e a scoraggiare le minacce degli Stati avversari, come la Russia e la Cina».

Una legge sulla sicurezza delle telecomunicazioni

La Commissione afferma che prima della fine dell’anno dovrebbe essere introdotta una proposta di legge sulla sicurezza delle telecomunicazioni, invitando il governo a dare spiegazioni sul perché non sta già dispiegando «forze di difesa contro gli attacchi informatici per scoraggiare gli aggressori».

Il presidente della Commissione Tobias Ellwood ha dichiarato al Telegraph che la crescente dipendenza del Regno Unito dal mondo online ha creato uno scenario di guerra virtuale in cui siamo diventati sempre più vulnerabili.

Ellwood ha sottolineato che «Lo spionaggio e il sabotaggio online sono i nuovi campi di battaglia per i quali dobbiamo prepararci e imparare a difenderci. Il nostro ordinamento internazionale è basato su regole create in un’era pre-digitale, ma un grave attacco cibernetico, per esempio, potrebbe causare più danni di un’ arma radiologica, eppure tecnicamente non farebbe scattare la risposta prevista dall’articolo numero 5 della Nato».

È finito il tempo della ‘Linea Maginot’

Dopo i commenti di Ellwood, anche il segretario alla Difesa Ben Wallace ha fatto delle osservazioni sulla necessità di modernizzare l’esercito in risposta alla minaccia della guerra cibernetica.

Mentre parlava di difesa informatica con il ConservativeHome, Wallace ha detto che la Nato è «ancora piuttosto concentrata sulle brigate di carri armati, squadriglie aeree e navi» come metodo per contrastare gli avversari, «come se la forza da sola fosse in qualche modo la soluzione».

«Non si tratta solo di stare seduti in brigate corazzate in attesa, quasi come se ci fosse una moderna linea Maginot, in attesa che i nemici escano dagli alberi per attaccarti, mentre in realtà ti hanno aggirato».

«C’è un programma di modernizzazione in corso attualmente…  riconoscere questo è proprio come dobbiamo cambiare», ha concluso Wallace.

Dal canto suo, Huawei ha ripetutamente negato ogni legame con lo Stato cinese, e non ha risposto a una richiesta di commento da parte di Epoch Times.

 

Articolo in inglese: ‘Clear Evidence of Collusion’ Between Huawei, CCP, Says UK Report

 
 
 

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