Pechino blindata in vista del 70esimo anniversario della presa del potere del Pcc

In preparazione delle celebrazioni del 70° anniversario della presa del potere in Cina, il Partito Comunista Cinese ha bloccato l’intera capitale per garantire che i festeggiamenti si svolgano senza intoppi.

Già dal mese di agosto, le autorità della città di Pechino hanno proibito a tutti i negozi di vendere coltelli, hanno temporaneamente chiuso centinaia di club, ristoranti e bar, e sottoposto a controlli ancora più rigorosi i movimenti dei cittadini.

Anche le amministrazioni provinciali hanno lanciato piani di sicurezza e messo in atto divieti strettissimi sull’uso di alcolici.

Coprifuoco a Pechino

I giornalisti dell’edizione in lingua cinese di Epoch Times hanno telefonato a diversi residenti di Pechino, che hanno raccontato che ora è necessario presentare un documento d’identità valido, per accedere alle aree nelle vicinanze di Piazza Tiananmen (a cui comunque possono accedere quasi esclusivamente gli abitanti).

Sono inoltre in atto severi controlli di sicurezza nelle stazioni ferroviarie, nelle stazioni degli autobus a lunga percorrenza, ai caselli autostradali e nelle strade vicine a siti politicamente significativi.

Il 22 settembre un cittadino di Pechino ha riferito a Epoch Times che il governo municipale ha ordinato ad uno degli ospedali di grandi dimensioni della città, l’ospedale Jishuitan, di non ricevere nuovi pazienti e condurre solo interventi di emergenza fino al 1 ottobre, data della parata militare che si svolge in Piazza Tiananmen.

Lo stesso ordine è stato inviato al Peking Union Medical College Hospital e ad altri grandi ospedali situati nella «seconda zona di traffico» di Pechino che costituisce la zona dei quartieri più centrali della città.

Alcuni utenti di internet hanno condiviso vari video online a riguardo, fornendo ulteriori dettagli sul blocco istituito dalle autorità del Pcc. Per esempio, un utente che vive vicino a Piazza Tiananmen ha postato un video in cui si lamentava di non poter tornare a casa perché la polizia e i militari hanno imposto il coprifuoco temporaneo nel quartiere mentre era in corso una prova della parata militare.
Infatti, solo alle persone con il documento d’identità che indica l’indirizzo esatto di residenza nella zona era permesso di entrare; l’uomo aveva dimenticato di portare con sé il suo documento e quindi gli è stato impedito di tornare a casa.

Le autorità hanno organizzato tre prove della parata militare: dal 7 al 9 settembre, dal 14 al 16 settembre e dal 21 al 23 settembre.

Un altro utente donna ha raccontato di aver preso un autobus interurbano che sarebbe dovuto passare per Pechino, ma all’arrivo nella capitale, lei e tutti gli altri passeggeri sono stati costretti a scendere dall’autobus e a subire controlli di sicurezza. Gli agenti di sicurezza hanno poi anche controllato che tutti i bagagli trasportati avessero un reale proprietario presente.

Giornalista costretto a lasciare la casa

Javier C. Hernández è un corrispondente del New York Times in Cina che vive vicino a Chang’an Avenue, dove passerà la parata militare. In un articolo pubblicato il 23 settembre ha scritto: «Dall’inizio di settembre, le autorità hanno bloccato il mio intero quartiere, non lontano da Piazza Tiananmen e dalla Città Proibita. Le strade sono bloccate e internet ha subito un forte rallentamento. Gli agenti di sicurezza mi perquisiscono ogni volta che entro nel mio condominio, sia la mattina che la sera».

Hernández ha detto inoltre che sia a lui che ai suoi vicini è stato chiesto di tornare a casa prima delle 17:00 e di chiudere tutte le finestre e le tende entro le 20:00 durante i fine settimana, quando sono proseguite le prove militari. Ha aggiunto poi che, fuori di casa, «i cani anti-bombe fiutano ovunque e pattugliano i centri commerciali. La polizia e gli ufficiali militari fanno la guardia agli angoli delle strade. Attrezzature a raggi X e metal detector proteggono gli ingressi di tutti gli edifici residenziali, negozi e hotel che si trovano lungo il percorso della parata».

Inoltre, alcuni giorni prima, di mattina, un agente della polizia locale di nome Wang Yong ha bussato alla sua porta dicendo: «Devi andartene. La polizia armata sarà di stanza all’interno [del tuo appartamento, ndt] per quattro giorni».

Dopo quell’ordine l’agente Wang ha richiamato alcuni giorni dopo intimandogli di lasciare il suo appartamento e per chiedergli di fornirgli le informazioni di dove si sarebbe trasferito. 

Niente VPN e nemmeno un palloncino in aria

Le autorità del Pcc di Pechino hanno annunciato il 14 settembre che a nessuno sarà permesso far volare piccioni, aquiloni, palloncini, lanterne del cielo e droni nei distretti di Dongcheng, Xicheng, Chaoyang, Haidian, Fengtai, Shijingshan e Tongzhou da mezzanotte del 15 settembre a mezzanotte del 2 ottobre.

Nel frattempo, molte società di rete privata virtuale (Vpn) della Cina continentale hanno recentemente inviato un avviso ai propri clienti, dicendo che non saranno in grado di fornire i loro servizi per le prossime tre settimane, dal momento che le autorità cinesi hanno bloccato le loro connessioni a Internet all’estero dal 16 settembre.

Difatti il regime del Pcc limita l’accesso online a molti siti web stranieri tramite il Great Firewall, perciò molti utenti internet usano i software Vpn per eludere la censura, ma sembra che in queste settimane nulla debba sfuggire al controllo ossessivo del regime.

 

Articolo in inglese Beijing City on Lockdown in Preparation for 70th Anniversary of Communist Party Takeover

 
 
 

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