Pechino annuncia nuove infezioni di Covid-19

Di Nicole Hao

Il governo della città di Pechino ha annunciato sia l’11 che il 12 giungo di aver rilevato nuovi casi di virus del Pcc, e secondo i dati ufficiali si tratta degli unici contagi confermati a Pechino dopo il 15 aprile.

In realtà, le autorità cittadine hanno mantenuto il silenzio sull’epidemia, nonostante l’emanazione di norme severe e la designazione di un distretto come zona a «alto rischio» per la diffusione del virus. Ora, dopo l’annuncio dei nuovi casi, i mercati all’ingrosso della città sono stati chiusi.

Il primo caso confermato dopo 56 giorni

La mattina dell’11 giugno, il notiziario statale cinese Beijing News aveva celebrato i 56 giorni senza nuovi casi positivi a Pechino, ma alcune ore dopo Miao Jianhong, vice direttore del governo del distretto di Xicheng, ha annunciato in una conferenza stampa quotidiana una nuova infezione.

Il nuovo caso è un uomo di 52 anni di nome Tang. Miao ha spiegato che Tang si sentiva affaticato e gli era venuto un raffreddore, ma non tossiva, non aveva mal di gola, ne pressione toracica, sintomi tipici del Covid-19, la malattia causata dal virus Pcc (Partito Comunista Cinese).

Il pomeriggio del 10 giugno, dopo che gli è venuta la febbre, Tang si è presentato in un ospedale nel distretto di Xicheng, dove è risultato positivo al test dell’acido nucleico per il nuovo coronavirus. L’11 giugno, quando la diagnosi è stata confermata, Tang è stato trasferito al Ditan Hospital, un ospedale designato per il trattamento della Covid-19 a Pechino.

Tuttavia, le autorità non sono ancora riuscite a scoprire come Tang abbia contratto il virus. Miao Jianhong ha detto che Tang non aveva mai lasciato Pechino negli ultimi 14 giorni e non era entrato in contatto con persone rientrate a Pechino da altre città. Gli unici contatti ravvicinati li ha avuti con i suoi familiari, che dopo essere stati isolati e testati, sono risultati negativi.

Miao ha annunciato che il complesso residenziale dove vive Tang è stato isolato. Tutti i residenti che devono entrare o uscire dal complesso devono sottoporsi al controllo della temperatura corporea, compilare un modulo e ottenere un lasciapassare. Le autorità hanno anche iniziato a indagare su tutti i residenti del complesso residenziale per vedere se hanno viaggiato fuori Pechino negli ultimi 30 giorni.

Il 12 giugno, una delle migliori scuole di Pechino, la Yumin Primary School, ha annunciato che il figlio di Tang è un alunno di quarta elementare della scuola. Le autorità hanno comunicato che le classi per gli alunni dalla prima alla terza elementare saranno ulteriormente posticipate: questi studenti non rientrano a scuola dal Capodanno lunare di gennaio. Le scuole infatti erano state parzialmente riaperte per gli studenti degli altri gradi. Le autorità hanno confermato che per questi ultimi le lezioni continueranno.

Solo la classe dove studiava il figlio di Tang è stata chiusa. Tutti i 33 studenti e i 15 insegnanti sono stati obbligati all’auto-isolamento in casa, mentre il figlio di Tang è stato portato in un centro di quarantena.

Gli altri nuovi casi sono due dipendenti del China Meat Research Center, un istituto statale che si occupa della lavorazione della carne, degli additivi alimentari a base di carne e dei macchinari per la lavorazione della carne. Prima di risultare positivi, i due si erano recati in un mercato locale della carne per raccogliere alcuni campioni.

Di conseguenza il 12 giugno sei importanti mercati all’ingrosso di Pechino sono stati completamente o parzialmente chiusi. I media statali hanno citato commercianti che hanno riferito che tutti i venditori dei mercati devono sottoporsi a un test dell’acido nucleico. Le autorità hanno affermato che li informeranno quando i mercati potranno essere riaperti.

I due ispettori della carne

Le autorità hanno comunicato che i due ispettori sono due uomini, Liu di 25 anni e Yin di 37.

Dal 29 maggio al 2 giugno, Liu si trovava a Qingdao, provincia dello Shandong, per un viaggio d’affari. Da due mesi Qingdao segnalava alcun nuovo caso di coronavirus. Il 9 giugno Liu si è recato in l’ospedale dopo aver manifestato sintomi di febbre, tosse, naso che cola e mal di gola, e il 12 giugno è risultato positivo al Covid-19.

Invece Yin negli ultimi mesi non si è mai spostato da Pechino, ma il 9 giugno ha cominciato a manifestare mal di gola e tosse leggera. Gli è stato diagnosticato il Covid-19 dopo essere stato sottoposto al test per via del suo stretto contatto con Liu.

Il governo del distretto ha isolato i complessi residenziali in cui vivono Liu e Yin, così come il centro di ricerca per cui lavorano. Nel frattempo, tutti le persone con cui sono stati a stretto contatto sono state portate nei centri di quarantena e sottoposti a test dell’acido nucleico.

La città di Pechino ha implementato le più severe restrizioni di viaggio dalla fine di gennaio, quando il virus si è diffuso rapidamente in tutto il Paese. Il 5 giugno, il governo della città di Pechino ha annunciato l’abolizione del divieto di ingresso per le persone provenienti dalla provincia dell’Hubei, il primo focolaio del virus del Pcc.

Da quando le autorità hanno ammesso che il virus è in grado di trasmettersi da uomo a uomo il 20 gennaio, Pechino ha vietato a tutte le persone provenienti dalla provincia dell’Hubei di entrare in città. Il 30 aprile, Pechino ha permesso a quelli dell’Hubei di entrare in città con un permesso speciale che il viaggiatore poteva ottenere solo dopo essere risultato negativo al test dell’acido nucleico. Una volta arrivato a Pechino, doveva fare 14 giorni di auto-isolamento a casa.

Dal 5 giugno, gli abitanti dello Hubei non hanno più bisogno di ottenere il permesso prima del viaggio, ma devono risultare negativi al test del Covid-19, sia prima che dopo il loro arrivo a Pechino.

Non è ancora chiaro se Pechino implementerà nuovamente restrizioni severe a fronte dei nuovi casi confermati.

 

Articolo in inglese: Beijing Announces New CCP Virus Infections

 
 
 

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