Pechino rafforza il controllo sui messaggi vocali

Di Alex Wu

Dopo il divieto all’app di social media statunitense Clubhouse, il regime cinese ha annunciato di voler rafforzare il controllo dei messaggi vocali sulle piattaforme di social media cinesi, facendo pressione sulle aziende tecnologiche nazionali perché attuino misure di sorveglianza.

Gli utenti cinesi hanno utilizzato l’audio-chat di Clubhouse per partecipare a discussioni globali in tempo reale su argomenti sensibili censurati dal Partito Comunista Cinese (Pcc), come la persecuzione degli uiguri nello Xinjiang, il movimento per la democrazia di Hong Kong e il massacro in piazza Tiananmen nel 1989.

L’app di messaggistica audio può infatti nascondere l’identità dei suoi utenti in quanto può alterare le voci e i messaggi non lasciano un registro pubblico, impedendo alle autorità cinesi di monitorare la parola online. Di conseguenza, il Pcc ha bloccato l’app in Cina.

Sulla scia della popolarità di Clubhouse, varie aziende tecnologiche cinesi come Xiaomi hanno lanciato piattaforme di social media audio simili, che utilizzano la tecnologia deepfake per alterare le voci.

I messaggi audio online e le app vocali rappresentano in effetti una sfida per il sistema di sorveglianza Internet cinese, e pertanto il regime sta agendo per controllarli. Ecco che infatti, il 18 marzo, la Cyberspace Administration of China (Cac) ha pubblicato un avviso ufficiale sul proprio sito web, affermando che il Cac e il Ministero della Pubblica Sicurezza hanno incaricato le agenzie locali di sicurezza informatica e di pubblica sicurezza di rafforzare la valutazione della sicurezza dei software di messaggistica vocali e delle nuove tecnologie internet e applicazioni che coinvolgono tecnologie deepfake, al fine di mantenere la sicurezza nazionale e l’ordine pubblico.

Secondo il media statale Xinhua, il Cac e il Ministero della Pubblica Sicurezza hanno convocato i capi di 11 importanti società tecnologiche cinesi, tra cui Alibaba, NetEase Cloud Music, Xiaomi e Tencent, spingendole a vietare i software vocali sulle loro piattaforme.

Secondo il Cac, le 11 società non sono state diligenti nello svolgimento delle procedure di valutazione della sicurezza relative alle app di messaggistica audio sulle loro piattaforme di social media e al software di alterazione vocale che coinvolge tecnologie deepfake. L’agenzia li ha perciò esortati a valutare la sicurezza su internet e a rettificare le potenziali minacce in modo tempestivo, presentando rapporti al Cac e alle agenzie di pubblica sicurezza.

Un attivista cinese di Internet, soprannominato Ding, ha dichiarato a Radio of Free Asia (Rfa) che la recente mossa del Pcc mostra che intende portare avanti il suo stretto controllo su Internet e alla fine rilevare società tecnologiche di proprietà privata: «Penso che il controllo stia diventando più severo. Il prossimo passo sarà nazionalizzare le grandi aziende tecnologiche come Tencent e Alibaba».

L’attivista cinese di internet Shen Zhi ha dichiarato a Rfa che quando le autorità richiedono ai fornitori di servizi di effettuare valutazioni sulla sicurezza e inviare dati e rapporti, ciò indica che queste società private si stanno unendo al sistema di sorveglianza del regime cinese e stanno diventando parte del governo.

Un tecnico informatico di nome Zhan ha spiegato a Rfa il processo di monitoraggio online: «Queste società di servizi Internet hanno un meccanismo per raccogliere la tua voce iniziale nei messaggi audio su TikTok o su altre piattaforme, per poi registrarle e archiviarle sui loro server. Non sono disponibili al pubblico e ad altre società, ma sono collegate alle agenzie di pubblica sicurezza».

Zhan ha affermato che in futuro i software per telefoni cellulari o le piattaforme di social media cinesi raccoglieranno informazioni biometriche, inclusa la voce, nonché altri dati personali: «È equivalente a un’agenzia di pubblica sicurezza. Loro [le aziende tecnologiche, ndr] hanno un meccanismo per rintracciarti e farti assumere certe responsabilità. È già implementato nell’industria [tecnologica, ndr]. So che nei luoghi pubblici che dispongono di servizi Internet e informatici, come internet cafè e centri commerciali in hotel a cinque stelle, il Cac ha [installato, ndr] una porta mirror all’ingresso dati e i dati che inserisci e ricevi devono passare attraverso la porta dati, che è la porta dati dell’Ufficio di pubblica sicurezza».

Secondo il Cac, le autorità cinesi richiedono anche alle società tecnologiche di presentare rapporti al governo per la revisione della sicurezza se intendono aggiungere nuove funzioni o nuovi servizi di informazione che «hanno la capacità di mobilitare la società».

 

Articolo in inglese: Beijing Tightens Control Over Voice Software and Deepfake Technologies on Chinese Social Media Platforms

 
 
 

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