Così Pechino ha ordinato il genocidio del Falun Gong: la prova in un documento top secret

Di Alex Wu

Un documento top secret rivela il genocidio contro il Falun Gong: a ottenerlo, l’edizione cinese di Epoch Times.

Il documento, emesso 20 anni fa, mostra come il Partito Comunista Cinese abbia abusato del sistema giuridico e manipolato l’apparato di sicurezza del Paese per perpetrare la persecuzione. A commento del documento, due avvocati cinesi hanno concluso che la persecuzione, al di là della sua ovvia brutalità e disumanità, non ha nemmeno alcuna base legale.

Il Falun Gong, anche noto come Falun Dafa, è una pratica spirituale per il miglioramento personale basata sulla coltivazione dei principi di verità, compassione e tolleranza. Nel luglio del 1999, l’ex segretario del Partito Comunista Cinese (Pcc) ha lanciato una campagna di persecuzione contro i praticanti, che continua ancora oggi. Da allora, i praticanti del Falun Gong vengono illegalmente incarcerati, torturati e uccisi. Al contempo, la stampa statale del Pcc e persino i libri di scuola hanno pubblicato testi di propaganda per denigrare il gruppo spirituale, stigmatizzandolo come una pericolosa ‘setta’.

Ma nel corso degli anni la sistematica persecuzione della pratica e il prelievo forzato di organi dai praticanti del Falun Gong detenuti sono stati ampiamente documentati e condannati da organizzazioni internazionali e governi.

Il documento trapelato, classificato come ‘top secret’, è stato consegnato all’edizione cinese di Epoch Times da una fonte affidabile. Si tratta di un parere giuridico emesso congiuntamente il 30 novembre del 2000 dalla Corte suprema del Pcc, dalla Procura suprema, dal Ministero di Pubblica Sicurezza, dal Ministero della Sicurezza di Stato e dal Ministero della Giustizia. È stato stampato e distribuito dal primo segretario dell’Ufficio generale della Corte Suprema.

Fotografia del documento classificato, dal titolo ‘Pareri legali su una severa repressione delle attività illegali e criminali dell’organizzazione eretica del Falun Gong’, è stato emesso il 30 novembre 2000 in maniera congiunta da cinque dipartimenti del Pcc (Fornito all’edizione cinese di Epoch Times da una fonte affidabile)

Intitolato ‘Pareri legali su una severa repressione delle attività illegali e criminali dell’organizzazione eretica del Falun Gong’, il documento afferma che «i dipartimenti politici e giuridici a tutti i livelli devono risolutamente implementare le importanti istruzioni [di Jiang Zemin, ex capo del Pcc, ndr] per sradicare il Falun Gong».

Il documento comprende una lista di nomi di praticanti del Falun Gong, i capi d’accusa da applicare alle varie attività del Falun Gong e le rispettive pene previste.

Per esempio, il documento classifica l’attività di redigere, stampare e distribuire materiali sul Falun Gong come «incitamento alla sovversione del potere statale», citando il secondo paragrafo dell’articolo 105 del codice penale cinese.

L’accusa di «diffamazione del Partito e dei leader statali» si applica invece a coloro che si esprimono contro la persecuzione, denunciano gli arresti arbitrari dei praticanti del Falun Gong e i trattamenti disumani (come torture, lavori forzati e sessioni di lavaggio del cervello all’interno delle carceri), o intentano cause legali contro le autorità per le persecuzioni subite. Secondo il documento, queste persone vanno «condannate e punite ai sensi dell’articolo 246 del codice penale».

Il documento sosteneva anche che la gestione dei casi che riguardano il Falun Gong fosse una faccenda «politica, giuridica, e politicamente orientata» e richiedeva perciò «la stretta cooperazione dei dipartimenti politici e giuridici di ogni livello sotto la direzione unificata del Comitato centrale del Partito».

I sigilli dei cinque dipartimenti del Pcc impressi sul documento, classificato come ‘top-secret’, sulla persecuzione del Falun Gong (Fornito all’edizione cinese di Epoch Times da una fonte affidabile)

Avvocati: la persecuzione del Falun Gong non ha basi legali

Nel corso degli anni, Liu Ping (pseudonimo) ha difeso molti praticanti del Falun Gong nei tribunali cinesi. L’avvocato ha affermato che, pur avendo visto documenti simili in passato, è rimasto scioccato dall’aggressività del linguaggio utilizzato nei confronti del Falun Gong: «Questa è una guerra lanciata dal Pcc contro la comunità del Falun Gong, usando il potere giudiziario dello Stato».

Liu ha inoltre aggiunto che il documento dimostra che il regime ha mobilitato tutto il suo apparato di sicurezza per colpire il Falun Gong, il che prova che il Pcc abbia commesso un genocidio.

La Corte penale internazionale definisce infatti ‘genocidio’ una serie di azioni commesse «con l’intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso […] cagionando gravi danni all’integrità fisica o psichica di membri del gruppo; sottoponendo deliberatamente persone appartenenti al gruppo a condizioni di vita tali da comportare la distruzione fisica, totale o parziale».

Secondo l’analisi di Liu, l’emanazione del documento ‘top secret’ da parte dei cinque dipartimenti di sicurezza è peraltro intrinsecamente illegale, dato che si tratta di organi che non hanno il potere di prendere decisioni politiche.

L’altro avvocato intervistato da Epoch Times, Chen Jiangang, vive attualmente negli Stati Uniti e anche lui ha difeso molti praticanti del Falun Gong quando era ancora in Cina.

Chen sostiene che il documento costituisca più che altro un «parere sull’applicazione della legge» che rispecchia la volontà del Partito. L’avvocato ritiene che l’atto stesso sia «illegale da un punto di vista giuridico, e il documento non ha alcuna caratteristica legale o validità legale».

Chen ha anche sottolineato che nemmeno lo stesso regime del Pcc ha promulgato alcuna legge che identifichi il Falun Gong come «organizzazione eretica». Durante gli anni in cui ha difeso i praticanti del Falun Gong, Chen ha sollevato spesso questa obiezione in tribunale. E ritiene che nessun procuratore, giudice o ufficiale di polizia abbia mai potuto fornire delle basi legali per definire il Falun Gong un’organizzazione eretica.

Il fatto che il documento sia ‘top secret’ lo rende illegittimo

Liu ha inoltre sottolineato che una delle ragioni dell’illegittimità del documento in questione è proprio la sua natura altamente confidenziale: «I documenti di natura legale devono essere resi pubblici prima di poter entrare in vigore. Se il Pcc inventa una ‘legge’ segreta, come fa la gente a rispettarla? Pertanto, questo tipo di ‘legge’ è un losco mezzo di persecuzione manifestamente illegittimo».
Inoltre, secondo Liu i dipartimenti politici e giudiziari a tutti i livelli in Cina hanno probabilmente citato e trasmesso questo documento ‘giuridico’ segreto.

L’avvocato ha poi spiegato che secondo l’articolo 15 della ‘Legge sulla riservatezza’ del Pcc, il periodo di riservatezza dei documenti top secret può estendersi fino a 30 anni, quindi questo documento ha ancora un periodo di riservatezza di dieci anni. Ma ora che è stato scoperto, diventa una «prova del genocidio» commesso dal Pcc.

Anche Chen ha espresso un commento sulla classificazione dell’atto: «È un documento top secret, che dimostra che i cinque dipartimenti che lo hanno rilasciato sono impegnati in attività illegali e criminali di cui non vogliono che la gente venga a conoscenza».

La campagna politica per perseguitare il Falun Gong

Chen ha sottolineato che la formulazione e il linguaggio del documento ricorda la terminologia dell’epoca della Rivoluzione Culturale. Termini come «reazionario» e «colpire», che appaiono in tutto il documento, indicano che si tratta di una persecuzione politica contro il Falun Gong. La Rivoluzione culturale (1966-1976) è stata una violenta campagna politica nazionale lanciata dall’ex leader Mao Zedong per reprimere i cosiddetti ‘contro rivoluzionari’ e ha provocato la morte di milioni di persone.

«Sia nell’emissione di questo documento che nella persecuzione del Falun Gong iniziata nel 1999 – ha proseguito Chen – ciò che viene attuato non è la legge, ma la volontà personale di Jiang Zemin. In questo documento, le parole chiave più frequentemente usate sono ‘soppressione’ e ‘repressione’. Queste parole incarnano l’assenza di legge».

La frase «aumentare la consapevolezza e unificare i pensieri sull’applicazione della legge» mostra anche che «questo documento giuridico è volto esclusivamente a soddisfare la volontà individuale di Jiang Zemin, ovvero la persecuzione illegale del Falun Gong lanciata da Jiang utilizzando il sistema del Pcc», ha sottolineato Chen.

Articolo 300 del Codice penale

Il documento utilizza l’articolo 300 del Codice penale – ‘usare un’organizzazione eretica per minare l’applicazione della legge’ – per giustificare la persecuzione dei praticanti del Falun Gong. Di fatto, si tratta dell’accusa penale più comune che le autorità cinesi hanno usato per perseguire i praticanti del Falun Gong negli ultimi 21 anni.

Chen ha spiegato che, in conformità con l’articolo 300, ci sono almeno quattro condizioni che devono essere soddisfatte affinché praticare il Falun Gong costituisca un reato:

1. Le persone devono «usare» un’organizzazione per «minare» la legge.
Tuttavia, secondo Chen i praticanti del Falun Gong non si impegnano in attività che soddisfano questo criterio e non «usano alcuna organizzazione».

2. Il gruppo deve essere una «organizzazione eretica». Mentre il Pcc non ha mai avuto alcuna base legale per identificare il Falun Gong come tale.

3. Il gruppo deve essere un’organizzazione che ha un personale stabile e una chiara divisione del lavoro. Mentre nel caso del Falun Gong non esiste né un’organizzazione né la possibilità di affiliarsi formalmente.

4. Le leggi e i regolamenti amministrativi nazionali pertinenti che sono stati violati devono essere individuati e riconfermati. Il Pcc dice che ai praticanti del Falun Gong non è permesso praticare a casa o produrre materiale relativo al Falun Gong, ma non indica quale legge nazionale o regolamento amministrativo violerebbero queste azioni.

Chen ha riferito che, poiché nessuno dei suddetti criteri viene soddisfatto, la pretesa del Pcc di una qualsivoglia ‘legalità’ nella persecuzione del Falun Gong si basa su un’interpretazione errata della legge.

L’avvocato ha aggiunto infine che per identificare un crimine ci deve essere una legge che definisca l’attività illegale, o quantomeno le azioni dell’imputato devono essere dannose per la società. Mentre ha sottolineato che i praticanti del Falun Gong che ha conosciuto sono pacifici e rispettosi della legge.

«Più casi [del Falun Gong] gestisco, più capisco la crudeltà e l’illegalità del Pcc», ha affermato Chen. «Il Pcc viola le sue stesse leggi. In effetti, sono proprio la pubblica sicurezza del Pcc, i procuratori e la polizia, che impediscono veramente e minano l’applicazione della legge […] Hanno eseguito fedelmente le istruzioni contenute in questo documento [classificato]… e hanno brutalmente perseguitato il Falun Gong».

 

Articolo in inglese: Classified Document Reveals Beijing Ordered Eradication of Spiritual Group, Likely Evidence of Genocide: Lawyers

 
 
 

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