Pedofilia, Epstein farà i nomi dei ‘complici’ in cambio della riduzione della pena?

Jeffrey Epstein, il magnate accusato di sfruttamento sessuale minorile, ha accettato di fare i nomi delle altre persone coinvolte nel losco giro, in cambio di una riduzione sostanziale della pena.

A riportarlo è il canale televisivo One America News Network (Oann): «L’avvocato di Epstein ha già presentato un’offerta al Distretto Meridionale di New York (Sdny)», ha scritto in un tweet Jack Posobiec, presentatore di Oann.
«Epstein accetterà di collaborare alle indagini, anche rivelando i nomi di altri che hanno pagato per avere prestazioni con ragazze minorenni, il tutto in cambio di una pena massima non superiore ai 5 anni», continua Posobiec, senza indicare la fonte delle informazioni.

L’8 luglio i procuratori federali hanno formulato per il 66enne miliardario due capi d’accusa: traffico sessuale e cospirazione. Epstein avrebbe infatti sfruttato sessualmente decine di ragazzine minorenni, abusando di loro nella sue abitazioni tra cui quelle a Manhattan (New York) e Palm Beach (Florida).

Geoffrey Berman, procuratore degli Stati Uniti per il Sdny, ha reso noto in conferenza stampa che le accuse porterebbero a una pena massima di 45 anni di carcere, che all’età di Epstein si tradurrebbe in un ergastolo.

L’atto d’accusa, lungo 14 pagine, non fa il nome di nessuno dei «dipendenti e collaboratori» di Epstein che contattavano le vittime e programmavano gli incontri sessuali per lui.
Tra il 2002 e il 2005, si legge nella documentazione giudiziaria, Epstein ha «adescato e assunto» ragazzine minorenni a New York e in Florida al fine di compiere atti sessuali con loro, al termine dei quali avrebbe pagato le vittime con centinaia di dollari in contanti.

Epstein ha connessioni con numerose persone di alto profilo, tra cui l’ex presidente Bill Clinton, il principe del Regno Unito Andrea, duca di York, l’attore Kevin Spacey e il regista Woody Allen. Secondo delle registrazioni ottenute da Fox News nel 2016, Clinton ha in passato viaggiato almeno 26 volte sul famigerato jet di Epstein, ribattezzato ‘Lolita Express’.
L’8 luglio, il segretario stampa di Clinton, Angel Ureña, ha riferito che Clinton avrebbe fatto solo quattro viaggi sul jet. In più, a suo avviso, Clinton «è estraneo ai terribili crimini» presumibilmente commessi da Epstein, dal momento che non parlerebbe con Epstein da oltre dieci anni.

Sempre l’8 luglio, in un’apparizione di fronte a un tribunale federale di Manhattan, Epstein ha negato le accuse. Un giudice federale ha ordinato che rimanesse in carcere fino alla successiva udienza prevista per l’11 luglio.

In conferenza stampa, Berman ha confermato precedenti articoli secondo cui Epstein sarebbe stato arrestato all’aeroporto Teterboro nel New Jersey, il 6 luglio, dopo essere atterrato con il suo aereo privato partito dalla Francia.

Berman ha anche fatto sapere che il suo ufficio non è vincolato al precedente patteggiamento che ha portato Epstein a una condanna di soli 13 mesi di carcere nel 2008: ha affermato che questo è di sola competenza del Distretto Meridionale della Florida, e infatti è attualmente in discussione in un tribunale federale della Florida.

Bill Sweeney, vicedirettore dell’ufficio dell’Fbi di New York, ha dichiarato che le vittime, allora pressoché bambine, sono ancora traumatizzate dagli abusi subiti molti anni addietro: «Sono fra i tanti che fanno del mandare i predatori dietro le sbarre la loro missione; quello è il loro posto, indipendentemente dal loro potere, ricchezza o dalle connessioni che hanno».

 

Articolo in inglese: Report: Epstein’s Lawyers Offer Plea Deal to Divulge Names in Exchange for 5-Year Sentence

 
 
 

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