Per i mercati, l’impeachment di Trump è un non-evento

Di Marco Tistarelli

I mercati azionari in Europa e negli Stati Uniti non hanno risentito minimamente della votazione avvenuta il 18 dicembre presso la Camera dei Rappresentanti americana in merito all’impeachment del presidente Donald Trump.

Al contrario, il 19 dicembre il mercato azionario statunitense ha raggiunto nuove vette, dopo che gli investitori hanno ricevuto la notizia del voto.

Kevin Muir, trader veterano e fondatore di MacroTourist, un blog di macroeconomia popolare tra i professionisti del settore, ha dichiarato a Epoch Times che Wall Street non è stata influenzata minimamente dal voto della Camera perché gli investitori sanno che essenzialmente non c’è alcuna possibilità che Trump venga rimosso dall’incarico a causa dell’impeachment.

«Il mercato sa che l’impeachment non passerà al Senato. Per i mercati si tratta di un non-evento. Lo si può notare dal fatto che gli spooz sono rimasti invariati rispetto al giorno precedente».

‘Spooz’ è un termine tecnico per indicare i contratti futures dell’indice S&P 500 (Spx). Essendo questi delle scommesse sull’andamento futuro delle azioni statunitensi, dai trader e dagli analisti sono considerati un solido indicatore delle future oscillazioni del mercato.

Inoltre, il segretario del Tesoro degli Stati Uniti Steven Mnuchin ha dichiarato che a inizio gennaio verrà siglato un primo accordo commerciale tra Usa e Cina, accrescendo così l’ottimismo già alimentato dalla svolta nei colloqui commerciali avvenuta la settimana scorsa.

L’indice S&P 500 è cresciuto dello 0,5%, raggiungendo quota 3.205,37 e segnando così la sua prima chiusura nella storia oltre i 3.200 punti.
Il Dow Jones è cresciuto di 137,68 punti, ovvero dello 0,5 percento, raggiungendo quota 28376,96. Anche il Nasdaq Composite ha chiuso in rialzo dello 0,7 percento, raggiungendo quota 8887,22.

Contemporaneamente in Europa lo Stoxx 600 è cresciuto dello 0,1 percento, il Ftse 100 ha chiuso la giornata del 19 dicembre con un rialzo dello 0,2 percento, mentre il Dax tedesco ha registrato un calo dello 0,3 percento.

Durante un’intervista con la Cnbc, Mnuchin ha dichiarato che l’accordo con il governo cinese è già stato ultimato e che attualmente è in corso una semplice revisione tecnica.

I titoli statunitensi continueranno dunque ad avere una tendenza al rialzo fino all’inizio del 2020, quando gli investitori conosceranno i dettagli dell’accordo commerciale: almeno questo è quanto affermato da Michael Arone, Chief Investment Strategist presso lo State Street Global Advisors di Boston.

Secondo Arone, «gli investitori stanno sostanzialmente aspettando di vedere cosa accadrà, stanno passando da un atteggiamento del genere ‘dimmi qualcosa di buono’ a uno del tipo ‘mostrami qualcosa di buono’».

Ad aumentare ulteriormente il clima di ottimismo per la forza dell’economia e del mercato del lavoro statunitense, il 19 dicembre sono arrivati i dati relativi al numero di americani che hanno presentato domanda per il sussidio di disoccupazione durante la scorsa settimana: il minimo da oltre due anni a questa parte.

In effetti, nel mese di novembre l’economia americana ha creato 266 mila nuovi posti di lavoro (il picco negli ultimi 10 mesi) mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 3,5 percento, ai minimi da quasi mezzo secolo.

La forza del mercato del lavoro sta incentivando i consumatori a spendere, mantenendo così l’economia americana in uno stato di moderata crescita, nonostante le tensioni commerciali e il rallentamento della crescita a livello globale.

McConnell: l’impeachment è il risultato di «un odio fazioso»

Il 18 dicembre i ‘democratici’ della Camera hanno approvato due mozioni di impeachment contro il presidente Trump: una per abuso di potere e l’altra per ostruzionismo nei confronti del Congresso. Nessun repubblicano si è unito a loro, mentre sono due i democratici ad aver votato contro la prima mozione di impeachment e tre quelli che hanno rotto le fila per votare no alla seconda.

La mozione sull’abuso di potere è stata approvata con 230 voti a favore e 197 contrari, mentre la mozione sull’ostruzionismo è stata approvata con 229 favorevoli e 198 contrari. Tuttavia, questa votazione non ha l’effetto di rimuovere Trump dal suo incarico, ma di inviare le due mozioni al Senato, controllato dai repubblicani, dove saranno votate durante il prossimo mese.

Il portavoce dei repubblicani al Senato, Mitch McConnel, ha dichiarato il 19 dicembre che l’impeachment di Trump è il risultato di «un odio fazioso».

«Ieri sera i democratici della Camera hanno finalmente fatto quello che avevano deciso di fare molto tempo fa: hanno votato per l’impeachment del presidente Donald Trump», ha dichiarato il parlamentare repubblicano, definendo l’inchiesta dell’impeachment come «la più affrettata e meno approfondita» della «storia moderna».

McConnel ha sottolineato, citando articoli della stampa e resoconti parlamentari risalenti al 2016 e al 2017, che i democratici hanno cercato l’impeachment di Trump sin dal primo giorno del suo mandato.

«Adesso, il loro processo si è concluso con il primo impeachment presidenziale monopartitico dai tempi della Guerra Civile americana. L’opposizione è stata bipartitica. Solo una parte di una fazione voleva questo risultato».

 

 

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