Perché tanti americani stanno perdendo la loro fede?

L’attore trentaseienne americano Shia LaBeouf, protagonista del prossimo film Padre Pio, è diventato un cattolico devoto. Ha abbracciato pienamente il cristianesimo proprio grazie al copione studiato minuziosamente. Allo stesso tempo, però, milioni di suoi connazionali americani stanno andando nella direzione opposta, rinunciando alla loro fede. Gli Stati Uniti stanno forse vivendo una crisi di fede?

Ma la vera domanda è: perché?

Negli Stati Uniti vivono 62,1 milioni di ispanici. Questo gruppo rappresenta quasi un quinto della popolazione totale del Paese. Gli ispanici sono noti per la loro profonda religiosità. Tuttavia, il panorama religioso sta cambiando, con un aumento dell’ateismo e dell’agnosticismo anche tra le persone di origine latinoamericana.

In realtà, l’aumento dell’indifferenza religiosa non riguarda solo gli ispanici. È un problema molto più ampio. Nel 1999, il 70% degli americani apparteneva a una fede religiosa; vent’anni dopo sono scesi al 50%. Oggi il 47% frequenta regolarmente un edificio di culto. Tra meno di dieci anni, un terzo degli americani non avrà alcuna affiliazione religiosa. Entro il 2050 gli atei dovrebbero raggiungere il 26% della popolazione del Paese, secondo una statistica del Centro di ricerca Pew.

Preoccuparsi è doveroso. Dopo tutto, i devoti hanno meno probabilità di soffrire di depressione e ansia, secondo numerosi studi. L’anno scorso, è stato evidenziato come la religiosità intrinseca agisca da cuscinetto contro gli episodi depressivi. Inoltre, la fede religiosa è fortemente legata alla felicità e i conservatori tendono a essere molto più religiosi degli individui di sinistra, secondo uno studio di settore.

Tuttavia, anche tra i conservatori non è tutto rose e fiori. Cinque anni fa, meno del 20% dichiarava di non avere convinzioni religiose. Oggi la percentuale è salita al 30%. Sembra necessario quindi porsi delle domande importanti.

Decadenza morale e declino della fede religiosa

La religione influenza la morale e i valori delle persone. La nostra moralità – i principi che determinano il modo in cui viviamo la nostra vita – deriva dalla religione. Questa è una cattiva notizia per gli Stati Uniti. Secondo un recente rapporto Gallup, solo l’1% degli americani giudica la moralità del Paese ‘eccellente’. Spaventosamente, il 50% degli americani giudica lo stato generale dei valori morali negli Stati Uniti come scarso, secondo quanto si legge nel rapporto. Come se non bastasse, la fede in un essere divino è ai minimi da ottant’anni.

La fede religiosa è qualcosa che trascende culture, lingue, etnie e politiche. In breve, il credo religioso è di vitale importanza per gli esseri umani, indipendentemente dalla loro etnia o nazionalità, e sembra essere strettamente allineato con il nostro senso di giusto e sbagliato.

Secondo uno studio pubblicato su Politics and Religion nel 2015, l’accademica Ingrid Storm ha analizzato i dati dell’European Values Study, un’indagine transnazionale su larga scala sui valori umani fondamentali. Ebbene, la dottoressa Storm ha riscontrato un forte legame tra il credo religioso e i valori morali. Ha anche scoperto che coloro che hanno ottenuto un punteggio più basso in termini di religiosità hanno maggiori probabilità di approvare l’aborto.

L’anno scorso, gli scienziati sociali Sam Hardy e Philip Schwadel hanno scritto che la religione funge da fondamento morale per miliardi di individui in tutto il mondo. È servita a questo scopo per migliaia di anni.

I due scienziati inoltre, hanno evidenziato che il 44% degli americani ha affermato che la fede nel divino è necessaria per avere ‘buoni valori’, secondo un loro sondaggio del 2019.

Hanno poi discusso di come la religione influenzi il quadro morale di un individuo «mediante molteplici percorsi». La fede in Dio, hanno scritto, «favorisce abitudini come la frequentazione della chiesa e la preghiera, e fornisce una rete di connessioni sociali». L’ultimo punto è fondamentale. Quando le persone sono più vicine alla loro comunità, è più probabile che si comportino in modo appropriato. Chiamatela pressione dei pari, chiamatelo prodotto dell’evoluzione, chiamatelo buon cittadino, chiamatelo dovere religioso. Chiamatelo come volete, ma questo senso di coesione è il collante che tiene insieme la società.

Naturalmente, molti sostengono che la moralità sia possibile anche senza religione. Si tratta della cosiddetta morale laica. Tuttavia, George Mavrodes, un filosofo americano scomparso nel 2019, sosteneva che la morale laica fosse incompatibile con una società sana e funzionante. I due ricercatori Damian Abun e Riza Cajindos hanno commentato questa affermazione: Mavrodes «ha sfidato tutti coloro che negano il rapporto tra religione e moralità».

Secondo Mavrodes, senza una «base fondamentale per la morale… la morale è destinata a fallire».

Perché?

Perché le regole basate sull’etica secolare mancano di alcuni ingredienti, di un ‘motivo fondamentale’. In breve, le credenze secolari sono troppo superficiali. Mancano di una «metafisica e di una base per i valori e gli obblighi». La nostra fede nel peccato, nella salvezza e nella vita dopo la morte funge da «base per la nostra moralità».

Mentre la società diventa sempre più atomizzata e la frammentazione dei vari gruppi e comunità continua a crescere, dobbiamo chiederci: cosa succede dopo? Oggi viviamo in un’epoca in cui il solipsismo regna sovrano. Il solipsismo non è compatibile con la moralità. La morale di ieri, ad esempio 25 anni fa, è molto diversa da quella di oggi. Il senso del ‘noi’ è stato sostituito dall”io’, e l’aldilà non può competere con la ‘mia vita’. La moralità non può competere con il richiamo dell’immoralità. Perché adorare un Dio quando si può essere adorati come un Dio?

Gli Stati Uniti, arrabbiati e sospettosi, sono profondamente divisi. Man mano che sempre più americani rinunciano all’idea di una divinità, a qualcosa di più grande (molto più grande) di loro, questa divisione diventerà più o meno grave? La risposta è evidente.

Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni di The Epoch Times.

Articolo in inglese: Why Are So Many Americans Renouncing Their Faith?

 
 
 

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