I principi dell’arte classica stravolgono il lavoro di un regista

Di J.H. White

Un paio di anni fa, a Vancouver (Canada) l’autore del presente articolo, J.H White, lavorava con Mathias Magnason, premiato regista svedese e residente a New York. Magnason stava intervistando il capo progettista di uno spettacolo sul lusso, presso uno dei suoi progetti: una casa in costruzione. Il regista ha chiesto al cameraman di impostare l’inquadratura. Dopo averlo fatto, il cameraman è passato a preparare quella successiva.

Magnason ha quindi dato un’occhiata all’inquadratura, e il più educatamente possibile ha cercato di nascondere il suo disappunto. Cosa non gli andava a genio?

«Molti cameraman oggi non hanno studiato i principi antichi», ha commentato. A un occhio non esperto, era difficile notare problemi. La luce e la composizione sembravano ben organizzate. Il primo piano e l’intervistato apparivano bene, ma Magnason ha indicato delle travi di legno della costruzione, nello sfondo fuori fuoco, che passavano appena dietro la testa dell’intervistato.

Ha spiegato quindi la relazione figura-sfondo, un principio della pittura classica usato dai maestri del Rinascimento, come Michelangelo e Da Vinci. Fondamentalmente, si tratta di creare uno spazio pulito attorno al soggetto.

Per esempio, spiega il regista, parlando di un primo piano di un volto, non ci dovranno essere altre cose attorno alla forma del viso nello sfondo.

descrizione principio artistico
Un esempio di come la figura principale necessiti di uno spazio ordinato e sgombro attorno a essa, anche se si tratta di una foto o inquadratura contenente molti elementi (ipoxstudios).

 

«Ho avuto diverse accese discussioni con altri fotografi riguardo a questi concetti – spiega Magnason – la cosa assurda è che non insegnano queste cose nelle scuole di cinema».

Infatti, anche se le scuole di cinema enfatizzano l’importanza della luce, secondo Magnason si perdono comunque il 50 per cento dell’inquadratura, dal momento che tutti gli elementi dietro al personaggio creano la scena.

«Nei quadri rinascimentali, non è solo la luce che conta; ma anche il posizionamento degli oggetti, quello che succede sullo sfondo e la relazione tra tutti gli elementi nel quadro – continua Magnason – non è solo una questione di come la luce cada sul viso o sulla forma della persona».

Il regista svedese afferma di non padroneggiare ancora al meglio questi principi dell’arte rinascimentale. Tuttavia, ha iniziato a esplorare questi principi dopo essersi visto smontare del tutto, a sua volta, una propria composizione, durante le riprese di una serie Tv culturale: «Credevo che le mie inquadrature fossero a posto, basandomi su quello che avevo imparato alla scuola di cinema». Magnason, inoltre, pensava che la sua illuminazione «fosse appetibile per la televisione». Ma il revisore non era d’accordo e gli ha fatto notare, ad esempio, che il viso deve essere la parte più luminosa dell’immagine.

«Davvero? Da dove l’hai appreso?» ha chiesto Magnason.

«Dalla pittura», ha risposto lei, che aveva studiato la pittura classica prima di occuparsi di televisione.

La critica è stata difficile da digerire, ma dopo aver iniziato a fare ricerche online sulle tecniche di pittura classica, il regista ha scoperto il libro Canon of Design: Mastering Artistic Composition di Tavis Leaf Glover. Glover ha anche un sito web informativo, sul quale carica articoli e video illustrativi, che spiegano i principi classici dell’arte visiva che si applicano a dipinti, disegni, sculture e adesso ai film.

«Quella critica – ha commentato Magnason – ha spalancato una porta per me, e questo è tutto un altro mondo. Ero così felice, in realtà. Se si spende davvero del tempo a studiare e a mettere in pratica questi concetti, quando si crea un’inquadratura il risultato sarà molta più profondità e armonia».

La regola dei terzi è un vicolo cieco

Uno dei video più popolari di Glover su Youtube è The Rule of Thirds – 10 Myths [Powerful Techniques], (La regola dei terzi, 10 miti – tecniche potenti, ndt). Nella descrizione del video si legge: «La regola dei terzi è uno strumento terribile per chi fa della padronanza della composizione il suo obiettivo principale».

La regola dei terzi è infatti una linea guida per comporre elementi visivi, come foto, dipinti e film. L’immagine viene divisa in nove parti uguali, tracciando due line parallele orizzontali che formano tre spazi egualmente distanti, e altre due linee verticali che formano tre spazi egualmente distanti. Gli elementi più importanti della composizione andrebbero posizionati su queste linee o sui loro quattro punti di intersezione. È una sorta di regola standard dell’industria cinematografica, tanto che le telecamere presentano spesso la classica griglia divisoria in sovrimpressione all’immagine visualizzata, per aiutare a comporre l’inquadratura.

Glover descrive la regola dei terzi come «imperfetta» e «pigra». Se da una parte i suoi principi possono aiutare a creare inquadrature molto semplici, diventa insufficiente quando si aggiunge complessità all’inquadratura, e altri elementi o punti di interesse nella composizione. Ad esempio, come ci si comporta se ci sono più persone? Dove vanno posizionate le loro braccia, gambe, vestiti, corpi, o sguardi?

«È come quando si ha una scatola di strumenti. Con la regola dei terzi, si possiede un martello, un chiodo, una seghetta a mano, e si è più che soddisfatti – spiega Magnason – ma quando si padroneggiano questi principi classici  si possiedono tutte le attrezzature per costruire la Torre Eiffel».

Una griglia su una foto che mostra un albero su un fiume: si vede chiaramente come l’albero ‘sieda’ sulle linee di intersezione
Una griglia su una foto che mostra un albero su un fiume: si vede chiaramente come l’albero ‘sieda’ sulle linee di intersezione. (Moondigger CC-BY-SA-2.5)

Glover, invece, promuove la teoria compositiva della ‘simmetria dinamica’. In breve, è un sistema di griglia per l’arte visiva che lo aiuta nelle sue composizioni. Diagonali, linee verticali e orizzontali possono essere usate per creare un senso del ritmo e di coesione di tutta l’immagine, a prescindere da quale sia il mezzo visivo, sia esso la pittura, la scultura o il cinema. Glover ha appreso molte di queste filosofie dell’immagine dall’artista e insegnante Myron Barnstone, anche se i concetti che gli ha trasmesso sono tanto antichi quanto la creazione stessa.

Lacoonte e i suoi figli: la famosa scultura greca rappresenta al meglio il principio della simmetria dinamica
Lacoonte e i suoi figli: la famosa scultura greca rappresenta al meglio il principio della simmetria dinamica (ipoxstudios)

«[L’uomo, ndr] ha scoperto che c’era ordine in ogni cosa che esaminava: le forme vegetali, gli intervalli tra le ossa delle mani e quelle di tutto lo scheletro, le proporzioni del viso», ha comunicato Barnstone in una lezione visionabile tramite abbonamento. «Così, hanno costruito i loro templi, le effigi dei loro Dei e gli altari, le vesti dei loro sacerdoti e tutti i loro rituali in base ai rapporti di proporzione ritrovati in natura».

Mentre la simmetria dinamica può essere complessa e intricata come la biologia stratificata degli organismi viventi, può anche essere semplificata ai suoi elementi costitutivi. Nella descrizione del video YouTube di Glover Dynamic Symmetry – How to Keep it Simple in the Beginning [Great Tips], si avverte: «Fare piccoli passi è la chiave per capire e applicare la simmetria dinamica alla fotografia, alla pittura, alla scultura e alla cinematografia». Può essere utilizzata in qualsiasi arte visiva, ma dobbiamo iniziare lentamente. Altrimenti rischiamo di venire sopraffatti, di divenire frustrati, e di ignorare il suo valore».

In questo video, Glover scompone la simmetria dinamica nella sua linea più semplice: la «diagonale barocca». È la linea diagonale che va dal basso a sinistra fino all’angolo in alto a destra. Se si sta girando un filmato, si potrebbe posizionare una spiaggia e l’oceano lungo questa diagonale, per esempio, il che dà una sensazione armoniosa e piacevole, dato che leggiamo da sinistra a destra.

Una foto scattata utilizzando la diagonale barocca, dal video Dynamic Symmetry – How to Keep it Simple in the Beginning [Great Tips].”
Una foto scattata utilizzando la diagonale barocca, dal video Dynamic Symmetry – How to Keep it Simple in the Beginning [Great Tips].” (Su gentile concessione di Tavis Leaf Glover)
Magnason spiega che le riprese video e cinematografiche pongono una serie di sfide uniche, poiché l’ambientazione, l’ambiente e la luce del sole cambiano continuamente durante il giorno e si è sottoposti a una costante pressione del tempo. Quindi, ha appena iniziato a padroneggiare alcune di queste tecniche rinascimentali che Glover insegna.

«Hanno reso le mie riprese molto più interessanti perché ora le possibilità sono infinite. Prima era molto, molto limitato – conclude Magnason – Se la gente vuole imparare o meno, dipende da loro. Voglio solo fare sempre meglio il mio mestiere».

 

L’autore dell’articolo, J.H. White, è un giornalista di arte, cultura e moda maschile che vive a New York.

Articolo in inglese: Classical Art Principles Transform a Filmmaker’s Craft

 
 
 

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