Qual è il vero obiettivo del comunismo?

Di Joshua Philipp

«Il comunismo abolisce le verità eterne: abolisce la religione e la morale».
«La famiglia del borghese cadrà naturalmente col venir meno di tale complemento ed entrambe spariranno con lo sparire del capitale».
Entrambe queste citazioni sono tratte dal Manifesto del Partito Comunista, e rivelano i veri obiettivi del comunismo.

La maggior parte delle persone ritiene che il comunismo sia un sistema economico volto alla condivisione della ricchezza, ma in realtà il suo obiettivo è completamente diverso.
Nella sua fase iniziale, il comunismo ha sempre tentato di sequestrare la proprietà privata e i mezzi di produzione. Tuttavia, questi beni non vanno al ‘popolo’, come spesso affermano i tiranni socialisti, ma piuttosto finiscono nelle mani di uno Stato onnipotente e del suo enorme apparato burocratico.

La fase iniziale in cui lo Stato controlla tutte le componenti della società si chiama socialismo, o, come lo definiva Lenin, il ‘capitalismo di Stato’.

Ma il socialismo non è stato ideato per durare a lungo. Quando Marx ed Engels hanno formulato quest’idea, in un’epoca dove i sistemi socialisti o comunisti ancora non esistevano, hanno immaginato il socialismo come un sistema di dittatura totalitaria che sarebbe fallito e sarebbe crollato naturalmente, conducendo alla fase che loro chiamavano ‘comunismo’.

Quindi cos’è il comunismo?

Il comunismo è uno stato di totale desolazione morale, spirituale, culturale e sociale. È una società immaginaria dove ogni cosa è stata distrutta.

Le fondamenta ideologiche del comunismo, prima di Marx ed Engels, possono essere rintracciate nel naturismo, una teoria gnostica e satanica secondo cui, poiché l’uomo deriva dalla natura, qualunque cosa faccia è ‘natura’. Per questo ritenevano che ogni genere di limitazione ai desideri e alle voglie umane fosse sbagliata.

Si tratta di un sistema che considera buono il male, e cattivo il bene. È per questa ragione che i dittatori comunisti e socialisti nel corso della storia hanno incessantemente attaccato, imprigionato, o ucciso chiunque credesse nei valori morali tradizionali. Durante la Rivoluzione Culturale condotta dal Partito Comunista Cinese, ad esempio, i valori morali tradizionali sono stati etichettati come ‘i quattro vecchiumi’ e chiunque conservasse una fede tradizionale poteva essere ucciso.

I comunisti compresero che il genere umano non avrebbe deliberatamente abbandonato la fede nello spirituale, nella famiglia, nella propria cultura e nei propri valori. Perciò, al fine di creare una società comunista, compresero che la società dovesse innanzitutto attraversare un primo periodo di dittatura totalitaria, che avrebbe forzosamente spazzato via questi valori dalla società.

Questo stato di dittatura totalitaria è il socialismo.

Allo stesso tempo, Marx ed Engels credevano nel darwinismo sociale, e credevano che i conflitti fossero lo strumento per dirigere la società più rapidamente verso la sintesi finale del comunismo. Quest’idea si basa in parte sulla concezione dialettica di Hegel secondo cui i conflitti spingono in avanti, idea che è stata integrata da Marx nella sua personale teoria del ‘materialismo dialettico’.
Guidati da questa teoria, e perseguendo gli obiettivi del comunismo di distruggere la tradizione e tutte le fedi, i dittatori socialisti hanno sempre etichettato una certa porzione della società come ‘nemici di classe’ da combattere.

Le etichette sono cambiate in ogni sistema socialista, dagli attacchi di Lenin ai contadini benestanti, a quelli di Hitler (e del partito nazional-socialista) contro gli ebrei, sino a quelli di Mao contro i proprietari terrieri, per arrivare, per fare uno dei tanti esempi moderni, agli attacchi socialisti che stanno avvenendo attualmente negli Stati Uniti contro i maschi bianchi.

Sotto il socialismo c’è sempre un gruppo contro cui la società viene intenzionalmente guidata a lottare: è in questo modo che i comunisti spingono in avanti il loro programma.

Inoltre, i dittatori socialisti hanno sempre creato delle etichette per attaccare chiunque mettesse in discussione queste politiche. Nel 1967, Mao Zedong ha costruito per la prima volta la nozione del politicamente corretto: Mao chiamava chiunque sostenesse la sua dittatura e i suoi genocidi ‘politicamente corretto’, mentre chiunque vi si opponesse non era considerato politicamente corretto, e doveva perciò essere discriminato, attaccato, o ucciso.

Nel corso dell’ultimo secolo il comunismo ha ucciso oltre 100 milioni di persone. La desolazione è l’obiettivo del comunismo, mentre il socialismo è il sistema di governo dittatoriale necessario per raggiungere questo obiettivo, e la lotta e l’odio sono i suoi strumenti.

 

Le opinioni espresse in questo articolo appartengono all’autore e non riflettono necessariamente il punto di vista di Epoch Times.

Articolo in inglese: What Are the Real Goals of Communism

Per saperne di più:

 
 
 

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