Regime cinese altera l’età di un’ottantenne per darle una condanna maggiore

Di Eva Fu

Recentemente il regime cinese ha condannato una donna di 80 anni, praticante del Falun Gong, a un anno e mezzo di reclusione, sostenendo peraltro che avesse 5 anni in meno della sua età reale.

Questo perché in Cina la legge prevede più clemenza per i minori e gli anziani, e l’età di 75 anni rappresenta il limite formalmente stabilito.

La donna, Chen Guifen, ha ricevuto il verdetto del tribunale in un letto d’ospedale, mentre veniva curata per una semi paralisi e una trombosi cerebrale, entrambi malesseri che ha sviluppato nel settembre dello scorso anno durante la sua detenzione.

Chen è stata arrestata mentre distribuiva materiale sulla persecuzione in corso in Cina contro il Falun Gong, all’interno di un complesso residenziale della sua città natale Chongqing, nel sud-ovest della Cina. Questo è quanto documentato dalla piattaforma statunitense Minghui.org, che raccoglie da anni informazioni sulla campagna di persecuzione del regime comunista cinese.

Chen si era difesa in un’udienza del luglio 2020, spiegando che aveva tratto grandi benefici, sia fisici che spirituali, dalla pratica del Falun Gong e che la persecuzione è profondamente sbagliata e ingiusta. In seguito, il 17 settembre, due settimane dopo il suo ricovero, il tribunale locale ha condotto un processo nella sua stanza di ospedale e l’ha proclamata colpevole.

I testimoni elencati nel documento del tribunale erano cinque agenti della stazione di polizia Degan, la stessa struttura che aveva ordinato l’arresto di Chen, secondo i dati raccolti da Minghui. La donna è stata inoltre multata di mille yuan (circa 153 dollari).

Il Falun Gong

Ma facciamo un passo indietro. Cosa è il Falun Gong? Si tratta di una disciplina spirituale che consiste di 5 esercizi meditativi dai movimenti lenti e richiede ai praticanti di migliorare la propria condotta morale seguendo i tre principi guida di verità, compassione e tolleranza. Si stima che 70-100 milioni di cinese praticassero questa disciplina nel 1999, quando il regime ha ritenuto che la sua popolarità costituisse una minaccia e ha iniziato una spietata campagna di persecuzione per eliminarla dal Paese.

«Decisamente illegale»

Wu Shaoping, un ex avvocato dei diritti umani di Shanghai, ritiene che le autorità abbiano deliberatamente alterato l’età di Chen per infliggerle una pena più severa.

Secondo il diritto penale cinese, gli anziani che hanno 75 anni o più dovrebbero godere di maggiore clemenza. Attingendo alla sua esperienza, Wu ha dichiarato che le autorità, in genere, concedono la sospensione della pena in circostanze simili, a meno che il caso non rientri nelle otto categorie più gravi: omicidio intenzionale, incendio doloso, diffusione di sostanze pericolose, rapina, stupro, rapimento, attentato e aggressione aggravata, nessuna delle quali si applica al caso di Chen.

L’operato del tribunale è stato «decisamente illegale», ha affermato Wu in un’intervista telefonica con l’edizione cinese di Epoch Times: «Manipolare la data di nascita delle persone è di per sé una violazione della legge. Soprattutto dato che il loro obiettivo è quello di gettare persone innocenti in prigione».

Nelle passate campagne politiche, la polizia cinese è stata spesso messa sotto pressione affinché raggiungesse determinati obiettivi, secondo gli osservatori dei diritti umani. E anche Wu sostiene che per soddisfare i propri capi e ottenere ricompense monetarie, la polizia a volte effettua arresti senza preoccuparsi tanto delle prove: «Anche quando non c’è un motivo, se ne inventano uno. È abbastanza spaventoso».

L’avvocato ha quindi precisato che in Cina, «i normali cittadini non sono superiori alle formiche. Quando mancano i fatti, loro inventano i fatti e basta. Se possono fare questo ad una persona, possono fare la stessa cosa ad un’altra. […] Possono inventarsi qualsiasi fatto vogliano per incastrarti e farti andare in prigione».

Negli ultimi anni, l’anziana Chen è stata costantemente bersagliata dalla polizia, con gli agenti che hanno fatto irruzione nella sua casa almeno due volte, nel 2016 e nel 2019. Durante una ‘visita’ a casa, la polizia e i funzionari locali le hanno chiesto di scrivere ‘dichiarazioni di pentimento’ e rinuncia alla sua fede e di smettere di diffondere materiale informativo sulla pratica, minacciando di spedirla in un centro di lavaggio del cervello se si fosse rifiutata di cooperare.

Secondo i dati parziali raccolti da Minghui, nel solo 2020 almeno 114 praticanti del Falun Gong sono stati condannati per la loro fede, compresa la Chen. Il più anziano tra loro aveva 88 anni.

Durante l’anno almeno 42 anziani sono morti a causa della persecuzione. Quasi altri 1.200 altri – la grande maggioranza tra i 70 e i 94 anni – hanno raccontato a Minghui di aver subito arresti o molestie.

 

Articolo in inglese: Chinese Regime Lowers Age of 80-Year-Old Believer in Order to Jail Her

 
 
 

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