Il regime cinese costringe i tibetani ad assistere alla demolizione di una statua di Budda

Di Nicole Hao

Il regime cinese ha costretto dei monaci tibetani e il popolo tibetano ad assistere al processo di demolizione di una statua di Budda alta quasi 12 metri e situata nel tempio di Thoesam Gatsel, nella prefettura autonoma tibetana di Garzê, nella provincia dello Sichuan, a dicembre.

La statua del Budda era stata costruita con un progetto approvato dal regime nel 2015, e aveva un significato speciale per i monaci i tibetani locali: «Per i tibetani, la statua del Budda è più preziosa delle nostre stesse vite – ha spiegato Kelsang Gyaltsen, rappresentante dell’amministrazione centrale tibetana a Taiwan il 7 gennaio – Il tempio di Thoesam Gatsel si trova nella contea di Luhuo, che si trova in una zona sismica insieme alla vicina contea di Dawu. I tibetani credono che la statua del Buddha possa proteggere le persone dai terremoti».

Gyaltsen ha criticato la demolizione e il fatto che il regime abbia costretto i monaci e i residenti tibetani ad assistere al processo: «Distrugge le tue proprietà [del tempio, ndr], bestemmia i tuoi dei e ti costringe a rinunciare alle tue convinzioni spirituali. Ordinare alle persone di guardare [la demolizione, ndr]! Puoi immaginare quanta pressione mentale hanno subito durante il processo», ha commentato Gyaltsen.

Kelsang Gyaltsen di fronte alla foto del Dalai Lama. (Per gentile concessione di Kelsang Gyaltsen)

Demolizione

La demolizione è iniziata il 12 dicembre 2021 ed è durata nove giorni, secondo quanto riferito da Radio Free Asia (Rfa) il 5 gennaio. Oltre alla statua, il regime ha distrutto anche45 ruote della preghiera, che sono dei cilindri rotanti su un asse che vengono utilizzati dai fedeli tibetani ogni giorno per esprimere la loro sincera devozione ai Budda. «Anche i residenti tibetani di altri villaggi sono stati costretti ad andare lì per assistere al processo», ha detto a Rfa un tibetano residente in India. Il regime «ha schierato molti poliziotti sul sito, per impedire alle persone di scattare foto, video o creare disordini».

Un altro tibetano che vive in India ha dichiarato a Rfa che la demolizione «è stata eseguita in modo molto irrispettoso… La statua è stata quasi completamente distrutta. Il regime ha detto che guardare il processo poteva dare una lezione al popolo tibetano».

Un tibetano della contea di Luhuo ha affermato che alcuni tibetani locali hanno speso circa 40 milioni di yuan (6,27 milioni di dollari) per costruire la statua. Il regime ha approvato il progetto ma ha in seguito revocato l’approvazione sostenendo che la statua fosse troppo alta.

Un monaco buddista tibetano esce da una sala di preghiera dove ci sono alcune ruote della preghiera, nel monastero di Kumbum fuori Xining, nella provincia del Qinghai della Cina nord-occidentale, l’8 marzo 2009. (Frederic J. Brown/Afp tramite Getty Images)

Sradicare l’identità

Gyaltsen ha detto che il Pcc sta distruggendo l’identità e la coscienza del popolo tibetano di essere tibetano. Ha quindi esortato la comunità internazionale a dare una mano al popolo tibetano. «Da diversi anni [il regime, ndr] ha costretto i bambini tibetani ad andare a scuola. Queste scuole sono come campi di concentramento, che non consentono ai bambini di tornare a casa frequentemente, insegnano solo cinese mandarino e non consentono a nessuno di parlare tibetano», ha detto Gyaltsen.

In Tibet, i templi sono scuole che insegnano i principi morali, il buon comportamento, la cultura e le conoscenze tibetane. I monaci in un tempio comunicano e imparano dai monaci di altri templi. Le scuole che il regime ha costruito nelle regioni tibetane insegnano invece unicamente con materiali per il lavaggio del cervello scritti e approvati dal Pcc. «Il regime ha lanciato un sistema chiamato gestione del buddismo localizzato, in cui non consente ai monaci di contattare i monaci di altri templi e ai giovani tibetani non è consentito recarsi nei templi[…] Il regime ha istituito le cosiddette accademie buddiste, che sono come le scuole del Pcc e insegnano agli studenti le teorie del Pcc», ha spiegato Gyaltsen.

Il Pcc costringe il popolo tibetano ad adorare i leader del Pcc quando adorano i Budda: «A partire dal 2011 o 2012, il regime ha ordinato a tutti i templi di appendere i ritratti dei leader del Pcc. Se vuoi adorare un Buddha, devi adorare i leader del Pcc», ha aggiunto Gyaltsen.

Il regime cinese non consente ai tibetani di venerare il Dalai Lama, la più importante autorità spirituale del Tibet e leader politico tibetano in esilio, vietando alle persone di avere suoi ritratti o foto.

Oltre a rimuovere le foto del Dalai Lama, il regime cinese ha ordinato ai templi e alle case tibetane di appendere i ritratti dei suoi leader. Ora, il popolo tibetano deve appendere ovunque i ritratti del fondatore del regime comunista Mao Zedong e dell’attuale leader Xi Jinping.

 

Articolo in inglese: Chinese Regime Forces Monks and Tibetans to Witness the Demolition of Buddha Statue

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