Il Regno Unito revoca la licenza a Cgtn, canale satellitare internazionale del regime cinese

Di Alexander Zhang

Il 4 febbraio i funzionai britannici hanno revocato la licenza televisiva all’emittente cinese CGTN.

China Global Television Network (Cgtn) è un canale satellitare internazionale di notizie in lingua inglese, di proprietà del regime cinese e direttamente controllato dal Partito Comunista Cinese (Pcc).

Il regolatore britannico Ofcom ha preso la decisione dopo aver stabilito che la licenza era illegale, in quanto il titolare della licenza di Cgtn nel Regno Unito, la Star China Media Limited (Scml), è il distributore del servizio della Cgtn nel Regno Unito, ma non «il fornitore» del servizio.

Un portavoce di Ofcom ha dichiarato in un comunicato: «La nostra indagine ha mostrato che la licenza della China Global Television Network è detenuta da un’entità che non ha alcun controllo editoriale sui suoi programmi». Il che rappresenta una violazione delle leggi britanniche sulle trasmissioni televisive, secondo cui i licenziatari delle trasmissioni devono avere il controllo sul servizio in licenza, compresa la supervisione editoriale sui programmi che trasmettono.

Dopo che Ofcom ha avviato le sue indagini, nel febbraio 2020, la China Global Television Network Corp (Cgtnc), un’organizzazione statale cinese che dirige il canale Cgtn, ha richiesto il trasferimento della licenza in suo favore. Ma l’Ofcom ha respinto la richiesta in quanto la Cgtnc sarebbe «controllata da un ente che in ultima analisi è controllato dal Partito Comunista Cinese» e le leggi britanniche sulle trasmissioni televisive affermano che i titolari di licenza non possono essere controllati da enti politici. L’Ofcom ha anche precisato: «La documentazione presentata da Cgtn nel corso della nostra indagine chiarisce che Cgtnc è controllata dalla Cctv [China Central Television, ndr], che è anche l’unico azionista di Cgtnc».

«Dato che Cgtnc è controllata da Cctv, che, in quanto parte del China Media Group, è controllata dal Partito Comunista Cinese e quindi non può detenere una licenza di trasmissione secondo le leggi britanniche, riteniamo che Cgtnc non possa detenere una licenza».

L’ente di vigilanza ha dichiarato di aver concesso a Cgtn «un tempo significativo per conformarsi alle normative vigenti», ma che ormai il tempo era scaduto: «Dopo un’attenta considerazione, tenendo conto di tutti i fatti e dei diritti dell’emittente e del pubblico alla libertà di espressione, abbiamo deciso che è appropriato revocare la licenza di Cgtn di trasmettere nel Regno Unito».

Cgtn è stata oggetto di una serie di indagini dell’Ofcom e rischia ulteriori sanzioni per aver violato le normative sulle trasmissioni televisive.

Nel maggio 2020, l’ente di vigilanza ha rilevato che la rete era risultata «gravemente non conforme» alle leggi britanniche sull’imparzialità, nell’ambito della sua copertura delle proteste pro-democrazia a Hong Kong.

Nel luglio 2020, l’Ofcom ha anche concluso che Cgtn è colpevole di «gravi» violazioni dei regolamenti britannici sulle trasmissioni televisive per aver mandato in onda una confessione strappata con la forza al cittadino britannico Peter Humphrey nel 2013.

«A causa della gravità di queste violazioni, abbiamo detto a Cgtn che avremmo considerato l’imposizione di sanzioni – ha dichiarato l’ente di vigilanza – La decisione di oggi non influisce su questi procedimenti di sanzioni contro Cgtn, e ci aspettiamo di raggiungere le nostre decisioni a breve».

Secondo la Ong per i diritti umani Safeguard Defenders, Cgtn e la sua controparte in lingua cinese, la Cctv, hanno trasmesso numerose «confessioni forzate», che equivalgono a «note e intenzionali distorsioni dei fatti e a chiare menzogne», e violano le regole di Ofcom sull’imparzialità e la precisione.

Inoltre, Ofcom ha dichiarato di avere altre tre indagini in corso sulla correttezza e la privacy nelle trasmissioni della Cgtn.
Una delle indagini è legata alla sua trasmissione di una presunta confessione forzata di Simon Cheng, un ex dipendente del consolato britannico di Hong Kong, che è stato detenuto per 15 giorni nell’agosto 2019 dalla polizia della Cina continentale.

 

Articolo in inglese: Chinese State Broadcaster CGTN Banned by UK

 
 
 

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