Renzi da Mattarella: «Per coinvolgere Italia Viva devono confrontarsi sulle idee»

Di Marco D'Ippolito

Un Matteo Renzi decisamente in forma quello apparso davanti alle telecamere dopo il colloquio con il presidente Sergio Mattarella nella serata di giovedì. L’ex premier ha spiegato le ragioni della crisi e ha dichiarato di essere disponibile a sostenere la formazione di un nuovo governo, purché «al centro ci siano i problemi degli italiani».

Di fronte agli appena 13 giornalisti sorteggiati a causa delle misure sanitarie, sotto i tre grandi lampadari che caratterizzano il Salone delle Feste del Quirinale, Renzi ha dichiarato che lui e Italia Viva hanno «subito 15 giorni di fango» per essere stati «gli unici a porre dei problemi contenutistici, di merito», e ha sottolineato riferendosi al resto della ex-maggioranza che «se vogliono stare con noi devono confrontarsi sulle idee, non sui tweet a effetto».

Il leader di Italia Viva ha inoltre definito come «spettacolo indecoroso, di caccia alla singola persona, al singolo parlamentare» ciò che è avvenuto negli ultimi giorni nel tentativo di ricomporre una maggioranza al Senato, senza i 17 senatori di Italia Viva. Ha anche ribadito di non essere interessato alle poltrone ma al futuro dell’Italia e che unicamente per questo motivo il suo partito ha aperto l’attuale crisi di governo: «Non hanno voluto discutere, e hanno alimentato una narrazione per la quale noi facevamo una polemica perché abbiamo un brutto carattere. Qui non si tratta di simpatia o antipatia, qui si tratta del futuro dei nostri figli, dei posti di lavoro, della possibilità di ripartire».

Settimane fa Renzi ha sorpreso tutti minacciando e poi di fatto scatenando una crisi di governo, che è stata fortemente condannata dal ministro degli Esteri Di Maio, il quale si è detto non disponibile ad alcun accordo con il fiorentino, da lui accusato di inaffidabilità e irresponsabilità.

Ad ogni modo, l’ex sindaco fiorentino si è detto più che disponibile a trovare una soluzione e sostenere un nuovo governo, preferibilmente politico ma eventualmente anche costituzionale. E ha precisato che andare alle elezioni «in questa fase sarebbe un errore per l’Italia».

Incalzato dai giornalisti, Renzi ha risposto con fermezza di non aver posto alcun veto – durante la discussione con Mattarella – sulla figura di Giuseppe Conte ma di essere invece interessato a intavolare una «discussione vera» sul cosiddetto Next Generation Eu, che dovrebbe garantire all’Italia oltre 200 miliardi fondi europei: «Se spesi male faranno quel debito cattivo di cui parla spesso il presidente Draghi, se spesi bene sono la soluzione alla crisi». E ha sottolineato che è fondamentale creare «posti di lavoro non sussidi, non assistenzialismo».

Durante la conferenza stampa, Renzi non ha risparmiato critiche al governo uscente sottolineando che l’Italia si trova ora nella «più grave crisi economica dal dopoguerra» e che al contempo ha un numero di morti tra i più alti al mondo ed «evidenti difficoltà nella gestione della scuola». Per questo, ha ribadito enfaticamente che i suoi colleghi hanno deciso «con coraggio e nobiltà di lasciare le poltrone, di lasciare i ministeri» per affrontare e risolvere questi temi.

La conferenza stampa del Partito Democratico

In serata si è recata da Mattarella anche la delegazione del Partito Democratico guidata dal segretario Nicola Zingaretti, che ha ribadito difronte ai giornalisti la sua insoddisfazione per l’apertura della crisi di governo, che ha definito «un atto irresponsabile in un momento di estrema difficoltà per il Paese». Continuando poi a leggere il suo discorso, ha auspicato una «soluzione della crisi in tempi rapidi» e ha dichiarato di aver comunicato al presidente della Repubblica la piena disponibilità del Pd a sostenere un ‘Conte ter’, o comunque un governo «che possa contare su un’ampia e solida base parlamentare, che sia nel solco della migliore tradizione europeista del nostro Paese».

Concluso il suo discorso, Zingaretti ha preferito non rispondere ai giornalisti che volevano porgli alcune domande in questo delicato frangente politico. In effetti, ancora non è chiaro cosa accadrà nei prossimi giorni e a chi eventualmente affiderà l’incarico di costituire un nuovo governo il presidente Matteralla. Ma sembra probabile che in qualche modo Italia Viva e le altre forze di maggioranza riusciranno a ricucire lo strappo e ripartire, evitando la possibilità di elezioni anticipate, che lo stesso Zingaretti ha definito lunedì mattina durante un’intervista con Radio Immagina come «un rischio che va in tutti i modi evitato».

Nel pomeriggio del 29 gennaio sono attese in Quirinale le delegazioni del Movimento 5 Stelle e dei Partiti di centro destra, che hanno scelto di presentarsi insieme difronte a Mattarella.

 
 
 

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