Ricompare uno dei tre giornalisti cinesi scomparsi a Wuhan

Durante l’epidemia del virus del Pcc a Wuhan, tre giornalisti cinesi sono spariti nel nulla. In comune avevano l’aver raccontato la vera situazione sul virus. Ma ora, dopo due mesi di silenzio, il 22 aprile il venticinquenne Li Zehua è finalmente riapparso in un video pubblicato su YouTube (che è oscurato in Cina).

Il 20 febbraio, un vecchio video di Li mostrava degli operai temporanei assunti per trasportare i cadaveri di persone apparentemente morte a causa del virus. Alcuni giorni dopo, a fine mese, la polizia ha bussato a casa sua; poco prima che Li aprisse le porte, ha lanciato un messaggio in diretta streaming, lamentandosi della mancanza di idealismo tra i giovani di oggi e citando invece il caso delle proteste studentesche che hanno portato a un giro di vite in piazza Tienanmen a Pechino nel 1989, un argomento tabù per il Partito Comunista al potere.

Nel suo nuovo video postato il 22 aprile, Li racconta che la polizia l’ha prelevato dal suo appartamento a Wuhan il 26 febbraio e l’ha interrogato in una struttura locale, perché sospettato di aver ‘perturbato l’ordine pubblico’. Alla fine di un interrogatorio durato quasi ventiquattro ore, il capo della stazione di polizia gli ha comunicato che non lo avrebbero accusato di crimini, ma che sarebbe stato messo in quarantena perché si era recato in zone ad alto rischio, come il forno crematorio. È stato quindi posto in quarantena in un hotel fino al 14 marzo, e poi scortato fino alla sua città natale, dove è stato rimesso in quarantena per altri quattordici giorni. La polizia gli aveva anche chiesto di consegnare i suoi dispositivi elettronici a un amico, durante la quarantena.

Li ha spiegato che il video sulla sua esperienza è stato realizzato il 16 aprile, tre settimane dopo la fine della sua ultima quarantena. Tuttavia non si sa perché abbia scelto di pubblicarlo ora. Non è stato possibile raggiungere né Li né la polizia di Wuhan per ulteriori chiarimenti.

Degli altri due giornalisti, Chen Qiushi e Fang Bin, che secondo i media hanno postato filmati di ospedali sommersi e di cadaveri accatastati in un minibus, non si ha notizia.

L’avvocato di Pechino Chen Qiushi, che ha preso parte alle manifestazioni a Hong, dal 17 al 20 agosto 2019. (Screenshot via WeChat)

 

Fang Bin in un video postato il 4 febbraio 2020. (ScreenshotYouTube)

In data 31 marzo, il rappresentante degli Stati Uniti Jim Banks (R-Ind.) ha chiesto al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti di sollecitare la Cina a indagare sulla scomparsa dei tre, ma le autorità cinesi non avevano rilasciato alcuna informazione pubblica a riguardo.

 

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Articolo in inglese: Chinese Citizen Journalist Resurfaces After Going Missing in Wuhan

 
 
 

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