Soppressione e restrizioni mentre il Pcc si prepara al 100° anniversario

Di Rita Li

In vista dell’anniversario dei 100 anni della fondazione del Partito comunista cinese (Pcc) del 1° luglio, Pechino ha imposto ampie misure di «mantenimento della stabilità», tra cui il divieto di volo, il controllo del traffico e la repressione dei ‘petizionisti’.

«Mantenimento della stabilità» è un termine cinese usato per indicare gli sforzi delle autorità per censurare l’opinione pubblica e sopprimere il dissenso. Un dissenso che comprende i firmatari di petizioni e gli attivisti dei diritti umani.

Dal 22 maggio, le autorità hanno persino cacciato le «persone esterne», o chiunque non sia registrato come residente «nativo» di Pechino. Questo perché molti dissidenti e cittadini preoccupati si recano a Pechino da tutto il Paese per presentare petizioni al governo. Secondo Weiquan Wang, un sito web cinese dedicato alle notizie sugli attivisti per i diritti umani, il 12 giugno le autorità del Pcc hanno iniziato una grande operazione per rimuovere queste persone, chiedendo la completa eliminazione del dissenso politico entro il 20 giugno.

L’11 giugno, le autorità municipali di Pechino hanno annunciato che avrebbero classificato nove distretti amministrativi come aree riservate dal 13 giugno al 1 luglio, tra cui Dongcheng, Xicheng, Chaoyang, Haidian, Fengtai, Shijingshan, Fangshan, Tongzhou e Daxing; in queste aree, il volo di droni, aerei a controllo remoto, aquiloni, palloncini e lanterne di carta è vietato.

E si applicano restrizioni persino agli uccelli domestici, a seconda dell’ora e della zona. Nel distretto di Tongzhou, uccelli come i piccioni devono essere tenuti in cattività in ogni momento. I divieti di volo negli altri otto distretti sono entrati in vigore dalle 6 alle 15 di ogni giorno.

La prima prova per la cerimonia dell’anniversario si è tenuta in piazza Tiananmen a Pechino dalle 21 del 12 giugno fino alle prime ore del mattino, e il traffico è stato strettamente controllato durante l’evento, secondo le autorità cinesi.

Il ‘petizionista’

Wu Shiming, un firmatario di petizioni di Wuxi, ha raccontato all’Epoch Times in lingua cinese il 13 giugno che non gli è «assolutamente permesso di andare» a Pechino.

«Ora, appena compri un biglietto [per Pechino, ndr], ti chiederanno di tornare indietro. Se il tempo lo permette, verranno alla stazione ferroviaria per riportarti indietro. Se no, aspetteranno di arrestarti a Pechino».

Sarò «mandato in prigione se mi prendono – afferma, aggiungendo – La loro brutalità non ha un limite».

Wu è diventato un petizionista dopo che la casa ancestrale della famiglia è stata demolita dalle autorità locali nel 2014. È stato poi violentemente aggredito fino a perdere conoscenza; il suo occhio destro è rimasto invalido.

«Nominalmente, si tratta di ‘mantenere la stabilità’, ma in realtà si tratta di derubare e uccidere», ha detto.

Il padre di Wu era fisicamente e mentalmente devastato, ed è morto pochi giorni dopo la demolizione della casa. La madre di Wu, che soffriva di gravi malattie, ha tentato il suicidio dopo aver assistito alla demolizione, ma alla fine è sopravvissuta.

Secondo Radio Free Asia, alcuni firmatari residenti a Pechino saranno costretti a «viaggiare», un eufemismo per dire che saranno espulsi dalla città, alla vigilia del 1° luglio.

Le intenzioni di Pechino

Secondo un analista, la commemorazione di alto profilo di Pechino ha lo scopo di rafforzare la legittimità percepita del governo del Pcc, che, da quando è stato fondato il 1° luglio 1921, è stato messo in discussione per aver sovvertito il governo allora legittimo della Cina, la Repubblica di Cina.

L’esperto di affari cinesi con sede negli Stati Uniti Tang Jingyuan ha spiegato che questo anniversario segna la fine della prima fase dell’obiettivo dei «200 anni» del partito, che ora significa ufficialmente costruire una società moderatamente prospera.

L’obiettivo dei «due 100 anni», proposto per la prima volta dall’ex leader del Partito Jiang Zemin nel 1997, si riferisce al 100° anniversario della fondazione del Partito e alla fondazione della Repubblica Popolare Cinese. È stato poi cambiato dall’attuale leader, Xi Jinping, in «costruire una società moderatamente prospera» e «costruire una potenza socialista modernizzata».

Non è importante che l’obiettivo sia effettivamente raggiunto, ha detto Tang. Rimarcando il cosiddetto «grande ringiovanimento nazionale», il regime consoliderà e rafforzerà la legittimità del suo governo, compresa la volontà di Xi di essere rieletto o addirittura di governare per tutta la vita.

Xi ha infatti modificato la Costituzione cinese per rimuovere il limite di due mandati consecutivi per il presidente del Partito.

Al 20° Congresso Nazionale del Partito, che si terrà l’anno prossimo, Xi potrebbe essere riconfermato per un terzo mandato.

 

Articolo in inglese : Suppression and Restrictions as CCP Prepares for 100-Year Anniversary

 
 
 

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