Lo spettacolo che il Partito Comunista Cinese vuole impedirti di vedere

Di Catherine Yang

Ci sono poche cose che spaventano il Partito Comunista Cinese più della crescente popolarità della cultura tradizionale cinese, incarnata nelle brillanti coreografie e note musicali della Shen Yun Performing Arts.

E questo, per quanto possa sembrare strano, ha perfettamente senso. La missione di Shen Yun è far rivivere i 5 mila anni della civiltà cinese, un’antica cultura incentrata sull’armonia tra Cielo, Terra, e Umanità. Una cultura che secondo la tradizione è stata trasmessa all’uomo dal Divino. Ed è esattamente questo, ciò che il Partito Comunista Cinese (Pcc) ha cercato di distruggere sin dalla fondazione.

«È assolutamente bandita. Questa è la più grande minaccia per il Partito Comunista Cinese», ha dichiarato Jared Madsen, uno dei presentatori di Shen Yun. «Se la gente crede che ci sia qualcosa al di sopra del Partito Comunista Cinese, crede che c’è qualcosa di superiore […] questa è una grande minaccia per il Partito Comunista Cinese».

Per questo il Pcc ha fatto di tutto per ostacolare la compagnia, dal tagliare le gomme dei pullman di Shen Yun all’assoldare orde di troll su internet per distorcere la percezione della compagnia sui social media, al far scrivere dai consolati cinesi lettere ai funzionari locali, dicendo che lasciare che Shen Yun si esibisca nelle loro zone danneggerebbe le relazioni con la Cina, fino al chiamare personalmente i teatri (o tramite intermediari) per chiedere che gli spettacoli di Shen Yun vengano cancellati. Le interferenze continuano da oltre un decennio e sono state ampiamente documentate, e spesso si sono ritorte contro il Pcc.

Ovviamente queste azioni risultano estreme, dato che Shen Yun non è nemmeno uno spettacolo politico: è uno spettacolo di danza classica cinese, di danze etniche e popolari riprese dalle tradizioni di circa 50 minoranze cinesi, di assoli di bel canto, ed è accompagnato da un’orchestra che fonde elementi orientali e occidentali. Il pubblico esce sovente raggiante dal teatro, edificato dallo spettacolo e felice di aver appreso la verità sull’autentica cultura cinese, qualcosa di poco noto in Occidente proprio perché il Partito ha tentato di cancellarla.

Jared Madsen, presentatore di Shen Yun Performing Arts. (NTD Television)

«Fondamentalmente, il Partito Comunista Cinese è un regime ateo. Shen Yun riflette 5 mila anni di cultura cinese, e la cultura cinese è radicata nel pensiero divino, tutti i diversi tipi di pensiero divino: taoismo, buddismo e confucianesimo, il che è direttamente in contrasto con i principi atei del comunismo», ha aggiunto Madsen.

Il Pcc ha paura perché Shen Yun mostra la Cina prima dell’avvento del comunismo.

Cosa è la cultura tradizionale?

Uno dei metodi che il Pcc ha usato per tentare di screditare Shen Yun è quello di creare delle proprie compagnie di arti dello spettacolo e inviarle in tutto il mondo.

A riguardo Madsen ha dichiarato: «Hanno creato tutte queste compagnie […] che hanno mandato negli Stati Uniti. Ora, avete sentito parlare di qualcuna di queste? No, perché non erano molto buone. Perché? Perché nessuno vuole vedere la propaganda comunista».

Negli ultimi anni, i metodi del Partito si sono evoluti, e ora parla spesso di promuovere la ‘cultura tradizionale’ e di far sì che le maggiori organizzazioni artistiche enfatizzino la danza ‘classica’, in modi che però si rivelano essere solo superficiali: «Quando parlano della cultura tradizionale cinese, la usano per tentare di promuovere il comunismo. Intendo dire che qui vediamo chiaramente: ‘questa è propaganda, e nessuno vuole guardarla’».

È importante sapere che tutte le grandi organizzazioni in Cina sono controllate dallo Stato. Huang Peng, un violinista e cantante lirico di Shen Yun, ha spiegato durante un’intervista che c’è una differenza enorme tra l’essere un artista in Cina o in America.

Un tempo Huang aveva una prestigiosa carriera come violinista. Ha studiato lo strumento sotto la guida di suo padre fin dall’infanzia e aveva superato un’audizione per entrare in una nota orchestra filarmonica cinese.

Ma poi, nel 1999, il Pcc ha iniziato una campagna di persecuzione contro il Falun Gong, dando ufficialmente l’ordine di compromettere i mezzi di sussistenza e la reputazione di coloro che non volevano rinunciarvi. Huang era uno dei circa 100 milioni di cinesi che praticavano questa via spirituale, che insegna a coltivare i principi di verità, compassione e tolleranza. Ed era anche tra le milioni di persone che non erano disposte a rinunciare alla propria fede. Ha cercato di dire ai suoi colleghi e a coloro che lo circondavano la verità sul Falun Gong: che è buono, insegna ad essere gentili, e che il Pcc stava facendo circolare informazioni palesemente false e calunniose sulla pratica.

Un giorno Huang stava parlando del Falun Gong ai suoi colleghi musicisti, quando un suo superiore lo ha denunciato alla polizia, che ha poi saccheggiato la sua casa e lo ha trattenuto per 24 ore, tenendolo sempre sveglio. Nel frattempo, hanno anche arrestato illegalmente sua madre senza alcun motivo, se non quello di costringere il figlio a scrivere e firmare una deposizione in cui non solo dichiarava che avrebbe rinunciato alla sua fede, ma doveva arrivare persino a denigrarla.

Huang si è rifiutato di farlo, e così è stato licenziato dalla sua orchestra sinfonica.

Al tempo il suo primo pensiero è stato quello di cercare lavoro in un’altra città, un nuovo inizio, ma ha scoperto all’aeroporto di essere stato inserito nella lista nera, e così è stato nuovamente arrestato. Solo che questa volta Huang è stato mandato in una «classe di trasformazione», ovvero un centro per il lavaggio del cervello, e per i successivi due mesi non ha potuto avere alcun contatto con il mondo esterno.

Molto è stato documentato sulle brutali torture del Pcc e sul prelievo forzato di organi da alcuni gruppi di cittadini, come i praticanti del Falun Gong. Ma in questo caso la tortura subita da Huang è stata mentale: era sotto sorveglianza 24 ore su 24, costretto a guardare filmati di lavaggio del cervello e minacciato in una miriade di modi. Sotto l’intensa pressione, ha alla fine firmato la deposizione richiesta dal Pcc: «Dopo essere tornato a casa, mi sentivo come se avessi un coltello nel cuore», ha ricordato Huang. Aveva fatto ciò che non avrebbe mai voluto fare: la persecuzione mentale gli aveva sottratto la sua integrità.

Gli anni successivi li ha trascorsi in costante movimento, senza lasciarsi appesantire dai rimpianti. Ha imparato a produrre volantini con informazioni circa la verità sul Falun Gong e ha poi insegnato anche ad altri a farlo, esponendosi al rischio di un altro arresto illegale. In quel periodo, Huang è stato costretto a rinunciare alla sua arte, e questo ha devastato sia lui che suo padre, ma la sua fede era più importante.

In seguito, nel 2008 ha sentito parlare di Shen Yun, e nel 2014 è riuscito a lasciare la Cina e a superare un’audizione per entrare a far parte della compagnia di arti dello spettacolo.

Nella Cina continentale, lo Stato non consente alle persone che praticano il Falun Gong di esibirsi nei teatri. Ma qui, abbiamo la libertà di credo. Penso che questo sia molto importante, come artista», ha dichiarato Huang.

Ma perché proprio Shen Yun?

«La missione di Shen Yun è di far rivivere i 5.000 anni di cultura tradizionale della Cina – ha detto l’artista – È una cultura di ispirazione divina e porta un messaggio divino. Ed è un messaggio di gentilezza, che può muovere il cuore della gente».

Huang Peng, violinista di Shen Yun Performing Arts. (NTD Television)

La verità vince

Shen Yun è stato formato da un gruppo di artisti – alcuni venuti dalla Cina, altri da varie parti del mondo – che si sono riuniti a New York per fare quello che non potevano fare nel loro Paese.

E nonostante la forte influenza globale del Pcc, nonostante l’uso dell’intero apparato statale per screditare la compagnia, Shen Yun è diventato un fenomeno mondiale.

«Ricordo che una sera, credo nel 2009, avevamo tre compagnie e ho ricevuto una telefonata – ha ricordato Madsen – Tutti e tre gli spettacoli erano esauriti. Quello è stato un punto di svolta. Da quel momento in poi, di solito abbiamo fatto il tutto esaurito ad ogni spettacolo».

Oggi Shen Yun ha sette compagnie che girano simultaneamente il mondo, realizzando centinaia di spettacoli in oltre 100 città. È l’unico gruppo di arti dello spettacolo nel suo genere, dedicato non solo a preservare ma anche a far rivivere la cultura tradizionale cinese. Le persone sono spesso incuriosite, stimolate dalle molte recensioni entusiastiche, e vogliono vedere come si presenta la «più importante compagnia di danza classica cinese al mondo» in azione.

In genere gli spettatori escono da teatro pienamente soddisfatti, e anche di più, perché Shen Yun è unica tra le compagnie di arti dello spettacolo: ogni anno porta in scena decine di nuove coreografie, per una produzione che non ha nulla di invidiare a quella dei migliori teatri d’opera al mondo.

«Il valore della produzione è incredibilmente alto – ha detto Madsen – Anche solo per questo, è uno spettacolo in cui ci si può davvero immergere».

Nonostante i costumi unici, l’orchestra e gli sfondi digitali siano stupefacenti, Madsen ritiene ci sia qualcosa di ancora più profondo che lo spettacolo lascia al pubblico: «C’è questa costante ricerca umana di qualcosa di più grande, qualcosa di più grande, qualcosa di migliore. Non solo questo, qualcosa di più profondo, qualcosa di più alto. Tutto questo. Tutto questo si unisce insieme. E il nostro spettacolo lo fa emergere e lo porta in vita».

«Va davvero oltre uno spettacolo culturale. Sono questi profondi valori e profondi principi».

 

Le interviste sono state realizzate da Ntd Television

Epoch Times è un orgoglioso sponsor di Shen Yun Performing Arts. Per maggiori informazioni visitate ShenYunPerformingArts.org

 

Articolo in inglese: The Show the Chinese Communist Party Doesn’t Want You to See

 
 
 

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