Storie dall’antica Cina, il governatore che si occupava dei malati di peste

Di Cindy Chan

In un certo periodo dell’antica Cina, a Minzhou, vigeva un costume locale sconcertante: i residenti temevano così tanto la malattia, che durante le epidemie non si facevano scrupoli ad abbandonare i familiari malati per salvare sé stessi.

Questo era ancora più sconcertante perché avveniva durante la Dinastia Sui (581-618), in un periodo in cui il valore della ‘pietà filiale’ era già stato stabilito da secoli come tassello centrale della società tradizionale cinese.

In questo contesto, venne nominato governatore di Minzhou un certo Xin Gongyi, che fece davvero del suo meglio per rettificare la situazione, dando persino egli stesso l’esempio nel prendersi cura degli infetti.

Fu però solo in occasione di una grande epidemia, che le cose cambiarono davvero. In quel periodo terribile, non solo Xin Gongyi rimase sano, ma la sua compassione e generosità commossero sinceramente i residenti, tanto da cambiare le loro abitudini negative.

In seguito, un noto medico citò il governatore Xin come un esempio da seguire per i funzionari governativi di tutto il mondo.

Un funzionario talentuoso e premuroso

Xin Gongyi fu uno studente diligente fin da giovanissimo.
La madre, vedova, gli aveva insegnato personalmente la Storia e i classici. La sua era una famiglia importante: sia il nonno che il padre detenevano importanti posizioni da governatori in diverse provincie. Xin Gongyi stesso era molto ammirato per la sua conoscenza e le sue opinioni: in particolare le sue discussioni con altri studiosi confuciani in università lo resero molto stimato.

Era un uomo onesto e retto, con un forte senso di responsabilità. Fu un funzionario governativo di talento e mantenne posizioni di alto livello in diverse parti della Cina prima di venire nominato governatore di Minzhou.
Minzhou si trova in quella che ora è la provincia del Gansu nella Cina nord-occidentale. L’uso di abbandonare i parenti colpiti dalla malattia era cominciato nel periodo dinastico che precedeva la Dinastia Sui.

Quando Xin Gongyi arrivò a Minzhou, trovò sconcertante quest’usanza locale, in cui la coscienza, l’affetto e la lealtà sembravano essere svaniti e i principi delle relazioni umane e della pietà filiale avevano preso un posto di seconda fila rispetto all’istinto di sopravvivenza. Molte persone malate morivano infatti per la mancanza di cure.

Il nuovo governatore decise quindi di inviare delle persone a ispezionare i vari distretti di Minzhou per identificare i casi di persone malate che venivano abbandonate. In seguito, ordinò che venissero trasportate nel suo ufficio, dove fece loro destinare uno spazio in cui soggiornare e ricevere cure.

Vita e morte sono decise dal Fato

All’arrivo dell’estate si diffuse un’epidemia, con centinaia di infetti. Xin Gongyi li fece disporre in dei lettini nella sala principale e nei corridoi del suo ufficio. Nella stessa stanza mise anche un divano, che usava come letto personale, e da cui gestiva anche gli affari pubblici.
Usò inoltre il proprio stipendio per comprare le medicine e pagare i medici, e si prese anche cura in prima persona dei pazienti.

Gradualmente, tutti guarirono e Xin Gongyi fece convocare le famiglie per restituirgli i loro cari. Si intrattenne anche a parlare con i familiari, riguardo la terribile usanza locale.

«Vita e morte sono disposte dal Fato; entrare in contatto con i malati non necessariamente ti metterà in pericolo», disse Xin.

«In passato i familiari abbandonavano i loro cari malati e molti sono morti in queste circostanze. Questa volta, come potete vedere, ho tenuto con me tutti gli afflitti e sono stato con loro giorno e notte. Eppure non sono stato preda della malattia e sono rimasto sano e al sicuro, per non parlare del fatto che tutti i pazienti si sono ripresi – spiegò Xin Gongyi a tutti i familiari – Non dovete abbandonare più i malati. Abbandonate questa abitudine del passato».

I familiari provarono tutti vergogna al sentire le parole del governatore e quindi lo ringraziarono e ne fecero tesoro. Dopo la fine della peste, i residenti di Minzhou abbandonarono questa abitudine e iniziarono a prendersi cura l’uno dell’altro con genuina bontà e devozione filiale.

La nota di un medico a tutti i funzionari governativi

La storia di Xin Gongyi è raccontata nel testo medico Songfeng Shuoyi o ‘Songfeng sulle malattie epidemiche’, scritto da Liu Kui, un noto medico della Dinastia Qing che usava l’alias di Songfeng.

Liu Kui stesso ha elogiato Xin Gongyi nel suo libro: «La ragione per cui Xin Gongyi non venne contagiato durante l’epidemia è che era un funzionario retto, onorevole, caritatevole e benevolente. Fu il suo premio karmico. Tutti i funzionari governativi del mondo devono conoscere il suo esempio».

 

Articolo in inglese: Governor Tends Plague Patients in Ancient China

 

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