Trento e Bolzano dicono No al Dpcm, bar e ristoranti non chiuderanno alle 18

Di Marco D'Ippolito

I presidenti delle provincie autonome di Trento e Bolzano hanno annunciato misure più ‘soft’ rispetto a quelle previste dal nuovo Dpcm del premier Giuseppe Conte, in virtù dei margini di manovra concessi dalla loro speciale autonomia.

Maurizio Fugatti, presidente della Provincia Autonoma di Trento, ha sintetizzato su Facebook il contenuto dell’ordinanza firmata il 26 ottobre: «Bar aperti fino alle 20, serrande dei ristoranti alzate fino alle 22 e attività didattiche in presenza per tutte le scuole. Queste le principali differenze rispetto all’ultimo decreto del presidente del Consiglio in materia di contrasto alla pandemia». Inoltre, il presidente ha annunciato – secondo Il Tempo – che è in corso di elaborazione un protocollo per garantire il funzionamento in sicurezza degli impianti sciistici.

L’ordinanza è in parte il risultato della mediazione con la categoria dei ristoratori e commercianti che chiedevano l’apertura fino alle 24. Ad ogni modo, durante una conferenza stampa Fugatti ha spiegato: «Abbiamo posto particolare attenzione ai protocolli sanitari e non c’è ragione di non ritenerli efficaci a cena, se per il pranzo vanno bene». D’altro canto, l’ordinanza di Trento prevede la chiusura domenicale di tutte le attività commerciali, a eccezione di farmacie, parafarmacie, tabaccai ed edicole. Oltre a un potenziamento dei trasporti pubblici che dovrebbe garantire entro il 31 ottobre l’utilizzo effettivo di un massimo del 65 percento dei posti a sedere disponibili sui bus locali.

Leggermente più restrittiva – per alcuni versi – l’ordinanza firmata dal presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatsche: bar aperti fino alle 20 e ristoranti fino alle 22 come a Trento, ma è stato introdotto ieri il coprifuoco dalle 23 alle 5 di mattino; i centri commerciali dovranno rimanere chiusi anche il sabato, mentre la domenica c’è lo stop a tutte le attività commerciali, fatta eccezione per le farmacie. Mentre per quanto riguarda la didattica, l’obbiettivo di Kompatsche è di coprire con la didattica a distanza il 50 percento delle ore di lezione nelle scuole superiori. D’altra parte – a differenza di Trento – rimangono aperti cinema, teatri e sale da concerto, a patto che rispettino il limite massimo di 200 spettatori.

Ad ogni modo, secondo il quotidiano locale l’Adige, le due ordinanze rischiano di essere impugnate dal governo nazionale già in giornata, con conseguente contenzioso sul conflitto di competenze. Ma il processo di impugnazione richiederebbe minimo una ventina di giorni – secondo l’Adige – permettendo così alle provincie di mantenere in vigore le proprie regole almeno fino a metà di novembre.

 
 
 

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