Trump: raggiunto accordo con il Messico sull’immigrazione clandestina, stop ai dazi

Di Mimi Nguyen Ly

Il 7 giugno il presidente Donald Trump ha annunciato che Stati Uniti e Messico hanno finalmente raggiunto un accordo, dopo che i funzionari dei due Paesi si sono incontrati per tre giorni consecutivi presso il Dipartimento di Stato americano.

I dazi sui prodotti messicani, programmati per entrare in vigore il 10 giugno, sono stati sospesi a tempo indeterminato: «Il Messico, in cambio, ha accettato di attuare seri provvedimenti per arrestare i flussi migratori che attraverso il Messico si dirigono verso il nostro confine meridionale. Questo è stato fatto per ridurre notevolmente, o eliminare, l’immigrazione clandestina che tramite il Messico entra gli Stati Uniti».

Trump aveva minacciato di imporre dazi del 5 percento sulle merci messicane a partire dal 10 giugno, se Città del Messico non avesse accettato di darsi da fare per contrastare l’aumento dei migranti latino americani che attraversano il Paese per raggiungere gli Stati Uniti.

Ad ogni modo, il 7 giugno è stata pubblicata dal Dipartimento di Stato una Dichiarazione congiunta Usa-Messico, che ha reso noti i dettagli dell’accordo. Tra le altre cose, gli Stati Uniti implementeranno immediatamente un programma per rispedire in Messico i migranti che attraversano illegalmente il confine meridionale, dove potranno attendere che le proprie richieste di asilo vengano valutate dai tribunali competenti negli Stati Uniti.

Secondo il testo dell’accordo, il Messico «offrirà lavoro, sanità ed educazione» a queste persone, «in accordo con i suoi principi».

Il Messico ha anche accettato di varare «provvedimenti senza precedenti per incrementare le forze dell’ordine preposte a frenare l’immigrazione clandestina»; le misure includono il dislocamento della Guardia Nazionale Messicana nel Paese a partire dal 10 giugno, in particolare lungo il confine meridionale con il Guatemala.

Inoltre, il Dipartimento di Stato ha dichiarato che il Messico sta intervenendo «con decisione per smantellare il traffico di esseri umani e le organizzazioni dei trafficanti, cosi come le loro reti illegali di finanziamento e di trasporto».

Il ministro degli Esteri messicano Marcelo Ebrard esce dalla sede del Dipartimento di Stato americano per parlare con i giornalisti dopo un incontro tra funzionari statunitensi e messicani sull’immigrazione e il commercio a Washington, Stati Uniti, il 6 giugno 2019 (Reuters/Leah Millis)

Il ministro degli Esteri messicano, Marcelo Ebrard, durante la sua visita a Washington ha dichiarato: «Penso che sia un accordo equilibrato».
Ora i due Paesi continueranno le trattative per delineare i prossimi passi, che secondo la dichiarazione dovrebbero concludersi entro 90 giorni.

Gli sviluppi della trattativa

Il 6 giugno il Messico ha offerto di inviare 6 mila uomini della propria Guardia Nazionale per mettere in sicurezza il confine meridionale con il Guatemala, nel tentativo di arginare il crescente flusso di migranti clandestini.

Nello stesso giorno il Ministero delle Finanze messicano ha dichiarato di aver bloccato i conti bancari di 26 persone accusate di essere coinvolte nel traffico di esseri umani.

Un cambiamento repentino

L’opinione di Trump il 4 giugno, espressa durante una conferenza stampa tenuta a Londra, non sembrava molto ottimistica: «È probabile che i dazi vengano applicati», diceva, ponendo come eccezione il caso in cui buona parte dei migranti provenienti dall’America Centrale e diretti verso il confine meridionale degli Stati Uniti fossero stati bloccati dal Messico.

Ma già il 5 giugno Trump è apparso più ottimista, quando ha affermato che i dazi potevano essere evitati e che il Messico aveva iniziato a prendere sul serio le richieste degli Usa: «Penso che vogliano fare qualcosa. Stanno mandando i loro uomini migliori», ha dichiarato il presidente americano durante la sua visita in Irlanda.

Gli ‘uomini migliori’ a cui si riferiva Trump erano il ministro degli Esteri del Messico e l’ambasciatore presso gli Stati Uniti, che hanno organizzato un incontro con il segretario di Stato Mike Pompeo e il vice presidente Mike Pence presso la Casa Bianca.

In precedenza Trump aveva dichiarato che i democratici lo hanno costretto a prendere provvedimenti contro il Messico in quanto non sono stati disposti a rivedere la legge sull’immigrazione statunitense, le cui lacune stanno alimentando la crisi dell’immigrazione.

Recentemente la Dogana e Polizia di Frontiera degli Stati Uniti ha reso noto il numero dei migranti clandestini che hanno attraversato il confine a maggio, che ha raggiunto quota 144 mila 278, il picco più alto degli ultimi 13 anni.

Il segretario del Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti d’America, Mc Aleenan, ha dichiarato al quotidiano The Hill: «Dobbiamo lavorare con il Messico su questo problema». E ha sottolineato che in ogni dato momento ci sono circa 100 mila migranti che viaggiano per il Messico nel tentativo di raggiungere il confine con gli Stati Uniti: «Si tratta di un movimento che opera alla luce del giorno. Usa bus di linea. Sono organizzazioni di criminalità organizzata che stanno trafficando esseri umani. Nello Stato messicano di Chiapas ci sono 250 chilometri di confine con il Guatemala dal quale entrano la maggior parte dei migranti. È necessario che [il Messico, ndr] fermi questa gente all’origine, quando attraversano il suo confine».

 

Articolo in inglese: Trump Announces US and Mexico Deal on Illegal Immigration, Calls Off Tariffs

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