Usa, aumento del traffico di esseri umani e della criminalità a causa delle frontiere aperte

Di Li Hai e Roman Balmakov

I ‘cartelli’ messicani hanno beneficiato della politica di apertura delle frontiere dell’amministrazione Biden, che ha contribuito a un maggiore traffico di esseri umani al confine e all’aumento della criminalità nelle città americane. Questo è quanto afferma Victor Avila, un agente speciale in pensione della polizia di Dogana statunitense, l’Immigration and Customs Enforcement (Ice), nonché dell’Homeland Security Investigations (Hsi).

«Stiamo vivendo una crisi al confine e le persone che ne stanno beneficiando sono il crimine organizzato e questi ‘cartelli’, che si sono riversati negli Stati Uniti», ha detto Avila a Epoch Times alla Conservative Political Action Conference a Dallas, in Texas.

«Ho visto [il contrabbando di esseri umani e il traffico di bambini, ndr] per molti anni. Ho salvato innumerevoli donne e bambini da queste orribili condizioni di organizzazioni che trafficano donne e bambini negli Stati Uniti a scopo di sfruttamento sessuale. Ma in questo momento, quello che stiamo vedendo è solo un’espansione di questo a causa della politica di frontiere aperte sostenute dall’amministrazione Biden».

Gli agenti della polizia di frontiera arrestano 21 stranieri illegali dal Messico che si erano nascosti in una tramoggia di grano su un treno merci diretto a San Antonio, vicino a Uvalde, in Texas, il 21 giugno 2021. (Charlotte Cuthbertson/The Epoch Times)

Il presidente Joe Biden ha annullato le principali politiche di confine e immigrazione attuate dall’amministrazione Trump subito dopo il suo insediamento, in particolare interrompendo la costruzione del muro di confine e la politica ‘Rimani in Mexico’.

L’amministrazione Biden ha ripetutamente affermato che il confine non è aperto, e la vicepresidente Kamala Harris ha affermato di voler concentrarsi sulle «cause profonde» della migrazione.

«I ‘cartelli’ erano ‘cartelli’ della droga», ha affermato Avila. «Una volta si occupavano di trafficare la droga, ma una volta che hanno notato che gli esseri umani fanno fare molti più soldi, hanno preso il sopravvento».

Avila spiega che le persone che vogliono attraversare il confine meridionale devono fare i conti con i ‘cartelli’ e pagare loro una tassa. E gli individui non provengono solo dal Messico o dall’America centrale, ma da tutto il mondo. «Voglio che la gente pensi ai ‘cartelli’ non come a una banda di narcotrafficanti, non come a un gruppo. Pensa a loro come ad Amazon. Hanno miliardi di dollari. Sono altamente sofisticati, altamente organizzati. Hanno tutte le attrezzature, armi militarizzate, ecco quanto sono sofisticati. Hanno sede in Messico, ma funzionano ovunque negli Stati Uniti e in 40 Paesi in tutto il mondo».

Avila è sopravvissuto a una violenta imboscata da parte di un cartello della droga messicano quando era in missione in Messico nel 2011. Ha subito diverse ferite da arma da fuoco e un altro agente speciale, Jaime Zapata, è stato ucciso nell’imboscata.

Secondo Avila, l’Ice opera non solo negli Stati Uniti, ma è presente in 76 Paesi nel mondo. «[I ‘cartelli’, ndr] hanno terrorizzato non solo il paese del Messico, ma stanno uccidendo i nostri giovani», ha spiegato Avila, facendo notare che l’ultima cifra che ha visto è stata di oltre 800.000 morti a causa del fentanil negli ultimi sette anni. «L’ondata di criminalità che vediamo negli Stati Uniti in questo momento, in buona parte è attribuibile al crimine organizzato e ai ‘cartelli’. Per le gang di Chicago, St. Louis, Maryland, con chi pensate che lavorino? Per chi pensate che lavorano? I ‘cartelli’. Poiché stanno promuovendo il loro prodotto, i ‘cartelli’ sono il loro presidente, che assicura che il loro prodotto venga venduto e che i proventi tornino a loro», ha detto Avila.

Avila ha affermato che i ‘cartelli’ devono essere designati come organizzazioni terroristiche straniere «in modo che il governo degli Stati Uniti possa affrontarli in modo diverso».

Nel suo libro Agent Under Fire, Avila ha sottolineato che se i ‘cartelli’ fossero designati come organizzazioni terroristiche straniere, le agenzie governative potrebbero sequestrare i loro beni e fondi chiave, sostenere le organizzazioni che combattono i ‘cartelli’ e sradicare i ‘cartelli’ in modo efficiente, dando condanne più severe a coloro che provocano danni; inoltre, alle istituzioni finanziarie sarebbe vietato fare affari con i ‘cartelli’ o i loro membri: «È fuori controllo quello che sta succedendo al confine. L’ho visto in prima persona, e ora sta solo peggiorando», ha concluso Avila.

 

Articolo in inglese: Retired ICE Agent: Surge in Human Smuggling and Crime Due to Cartels That Benefitted From Open Border Policy

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