Funzionario del nuoto Usa si dimette per protesta contro nuotatrice transgender

Di Tom Ozimek

Cynthia Millen, funzionario dello sport del nuoto negli Usa, si è dimessa per protestare contro la partecipazione della nuotatrice transgender Lia Thomas alle competizioni femminili, affermando nella sua lettera di dimissioni che non può sostenere uno sport che consente agli «uomini biologici di competere contro le donne».

Nella rivista Usa Swimming si legge che, dopo essere stata coinvolta nello sport per 30 anni, il 17 dicembre la Millen si è dimessa. «Ho detto ai miei colleghi funzionari che non posso più partecipare a uno sport che consente agli uomini biologici di competere contro le donne», ha scritto la Millen nella lettera di dimissioni.

«Tutto ciò che è giusto sul nuoto viene distrutto. Se Lia venisse da me per competere, come arbitro prenderei da parte l’allenatore e direi: “Lia può nuotare, ma Lia può nuotare in esibizione o in una cronometro. Lia non può competere contro quelle donne perché non è giusto”».

Usa Swimming non ha risposto a una richiesta di commento al momento della stampa.

Lia Thomas, un membro 22enne della squadra femminile di nuoto dell’Università della Pennsylvania, ha recentemente battuto tre record femminili nel nuoto a stile libero e potrebbe essere un contendente al titolo della National Collegiate Athletic Association (Ncaa) femminile in pochi mesi.

«Lia Thomas ha avuto un’altra giornata forte in piscina per i rossoblù», ha scritto Penn Athletics sul suo sito web il 3 dicembre. «Durante i preliminari, ha stabilito un nuovo [record di, ndr] vasca e ha raggiunto il record nei 500 liberi. In finale, ha nuotato più di 12 secondi più veloce, finendo al primo posto con il tempo di 4:34.06. Questo tempo è attualmente il migliore del Paese nell’evento».

Swimming World spiega che in passato la Thomas era membro del programma di nuoto maschile, ma ha poi iniziato la soppressione ormonale ed è ora in linea con le regole della Ncaa che consentono alle donne transgender di competere nelle squadre sportive femminili della Ncaa.

In un’intervista del 9 dicembre sul podcast SwimSwam, la Thomas racconta di aver presentato i test ormonali e le note mediche del medico alla Ncaa e «hanno approvato tutto». Ora continua a prendere estrogeni e un bloccante del testosterone e ha «sperimentato un notevole calo muscolare e di forza».

A domanda sulle critiche derivanti dal fatto che si è ritrovato a competere contro le donne biologiche, la Thomas ha risposto che erano «previste», ma che la misura in cui il problema è «esploso» è stata una sorpresa. «Semplicemente non mi preoccupo – ha detto delle critiche – Non è salutare per me leggerle e rispondervi, e quindi non lo faccio».

Tra le critiche c’era un editoriale del 19 dicembre scritto da John Lohn, caporedattore di Swimming World, la rivista di nuoto più prestigiosa degli Stati Uniti. Lohn ha scritto che la Thomas si è qualificata per la squadra femminile dopo aver assunto soppressori del testosterone per appena un anno, che è il requisito minimo della Ncaa per consentire agli atleti transgender biologicamente maschili di competere come donne. Quella regola «non è abbastanza rigorosa da creare condizioni di parità tra Thomas e le femmine biologiche contro cui sta correndo», ha scritto Lohn. «Il vantaggio della pubertà maschile di Thomas non è stato ridotto di una quantità adeguata», ha scritto. «Il fatto è che per quasi 20 anni ha messo su muscoli e ha beneficiato del testosterone prodotto naturalmente dal suo corpo. Quella forza non scompare dall’oggi al domani, né con un anno di soppressori. Di conseguenza, la Thomas si tuffa in acqua con un vantaggio intrinseco».

La redazione di Swimming World ha dichiarato il 24 dicembre che le esibizioni della Thomas dimostrano «un vantaggio competitivo dovuto alla pubertà maschile e ad anni di produzione di testosterone».

 

Articolo in inglese: USA Swimming Official Quits Over Trans Swimmer Competing Against Women

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