Youtube rimuove una nuova intervista a Trump

Di Zachary Stieber

Youtube ha rimosso una nuova intervista rilasciata dall’ex presidente Donald Trump a Newsmax.

In un’email all’edizione americana di Epoch Times, un portavoce di Newsmax ha dichiarato che Youtube ha comunicato loro la rimozione dell’intervista del 17 febbraio affermando che violasse le linee guida della comunità.

Mentre un portavoce di Google ha risposto a Epoch Times via e-mail: «Abbiamo chiare linee guida della comunità che regolano quali video possono rimanere su YouTube, e applichiamo le nostre linee guida della comunità in modo coerente, indipendentemente dall’oratore e senza considerare i punti di vista politici».

«In conformità con la nostra politica sull’integrità delle elezioni presidenziali, abbiamo rimosso questo video dal canale Newsmax Tv», ha aggiunto il portavoce.

Le politiche citate da Google hanno lo scopo di prevenire lo spam, le truffe e le pratiche ingannevoli. Ma è inclusa anche una politica implementata alla fine dell’anno scorso, quando Google ha annunciato che avrebbe rimosso «i contenuti che ingannano le persone asserendo che diffusi brogli o errori elettorali hanno alterato il risultato delle elezioni presidenziali del 2020».

Durante l’intervista con Newsmax, Trump ha infatti affermato, tra le altre cose, di aver vinto le elezioni del 2020. In settimana Trump ha fatto dichiarazioni simili anche in interviste con Fox News, che sono ancora visibili su Youtube. Lo stesso vale per One America News.

In seguito Newsmax ha pubblicato un video del conduttore Greg Kelly, che ha intervistato Trump, e che riassume e riproduce alcune parti dell’intervista. E anche questo video è rimasto online, almeno per ora.

Ad ogni modo, a partire dallo scorso anno YouTube ha intensificato le azioni contro importanti figure dell’ala conservatrice e altri canali già prima delle elezioni presidenziali, stringendo poi ulteriormente la morsa appena prima di Capodanno.

Alla fine del 2020 Youtube ha bloccato gli annunci della campagna di Trump che denunciavano brogli elettorali, e ha rimosso l’arringa pronunciata da uno dei suoi avvocati durante un’audizione al Congresso degli Stati Uniti d’America.

Mentre a gennaio, YouTube ha rimosso i contenuti dal canale di Trump e lo ha sospeso per dei video in violazione delle «politiche sull’incitamento alla violenza», secondo quanto dichiarato da un portavoce dell’azienda a Epoch Times. In seguito Youtube ha deciso di estendere la sospensione, che continua ancora oggi.

Inoltre, sia Twitter che Facebook hanno bandito Trump dalle proprie piattaforme.

Dal canto suo, Trump ha prospettato la possibilità di creare una propria piattaforma social, dichiarando a Newsmax: «Stiamo negoziando con un certo numero di persone, e c’è anche la possibilità di costruire il nostro sito».

Trump aveva dichiarato di star considerando di passare a Parler, un concorrente emergente di Twitter, ma di ritenere che la nuova piattaforma non sia in grado di gestire il traffico che lui avrebbe portato.

Parler è stato bandito dai server di Amazon il mese scorso, ed è tornato online solo la scorsa settimana, dopo aver raggiunto un accordo con un nuovo fornitore di servizi web.

Il nuovo Ceo di Parler, Mark Meckler, ha quindi dichiarato che Trump è il benvenuto sul sito, proprio come chiunque altro: «Se Donald Trump volesse venire qui e partecipare alla libertà di parola, sarebbe il benvenuto sulla piattaforma».

 

Articolo in inglese: YouTube Takes Down New Trump Interview

 
 
 

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